L’orgoglio della Comunità Civica: «Il cammino che stiamo percorrendo è qualcosa di inedito rispetto agli schemi della vecchia politica»

La Redazione
L'Assemblea Programmatica della Comunità Civica

«Il 29 gennaio presenteremo alla città il nostro programma», annuncia la rete civica, che replica al Pd: «Le primarie sono uno strumento che in passato ha favorito logiche trasformistiche di cui ha giovato Gemmato»

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«Riteniamo che lo strumento delle primarie non sia utile alla individuazione della candidatura più adatta, mentre crea il rischio concreto di favorire vecchie pratiche clientelari».

La Comunità Civica interviene con una articolata nota nel dibattito innescato l’altro giorno dal Partito Democratico, che ha pubblicamente accusato Città Civile di aver declinato l’offerta di partecipare alle primarie del centrosinistra per individuare il nome “papabile” in vista delle elezioni comunali che si terranno in primavera.

«Basta ricordare le primarie organizzate dal centro destra nel 2012, che hanno visto eleggere Gemmato con una coalizione frantumatasi nell’arco di poco tempo – argomenta la Comunità –. Proprio quelle primarie furono il frutto di accordi trasformistici che videro esponenti del Pd spostare pacchetti di voti nel campo avversario».

Questo precedente pesa, secondo la rete civica, «sulla praticabilità di una grande coalizione di centrosinistra per battere Gemmato. Quale credibilità, sul piano logico prima che politico, avrebbe un’alleanza alternativa alla amministrazione Gemmato che abbia tra i protagonisti alcuni degli artefici della sua vittoria? Per noi questo è il nodo da sciogliere».

Questi i punti fermi posti dalla Comunità Civica, che ad ogni modo «auspica che anche altre forze politiche possano successivamente condividere questo grande progetto di partecipazione. Se le altre forze di opposizione fossero capaci di sciogliere i nodi centrali che abbiamo indicato e che consideriamo un ostacolo per un cambiamento autentico saremmo pronti a percorrere un cammino insieme».

«Siamo un gruppo di realtà politiche terlizzesi [Città Civile, La Corrente, Impegno Civico, Udc, Agricoltura & Floricultura per Cambiare e Cantieri dal basso, n. d. r.] che hanno avviato il 6 novembre 2016 un percorso democratico di partecipazione – continua ancora la nota –. Da novembre abbiamo iniziato a pensare la città insieme, cercando di utilizzare la diversità come ricchezza, come il punto da cui partire per provare ad immaginare la Terlizzi che vorremmo».

Tra gli step fondamentali di questo percorso improntato alla partecipazione democratica e all’attivazione di processi di discussione e dialogo – sottolinea con orgoglio la Comunità – c’è la redazione di una carta civica, «un decalogo di principi in cui tutte le realtà si riconoscono e fondano le basi del loro stare insieme». Su questa base la Comunità ha avviato una serie di laboratori di cittadinanza riguardanti i vari ambiti della cosa pubblica (l’ultimo dei quali, quello sullo Sviluppo Territoriale, si è svolto ieri sera al Melkweg ed è stato un successo di partecipazione). «Abbiamo parlato di città, analizzando problematiche e individuando possibili soluzioni in un percorso che sta coinvolgendo tanti cittadini e ci porterà, il 29 gennaio 2017, a presentare alla città il nostro programma di governo, frutto del lavoro dei tavoli tematici».

«Insieme a tutte le forze politiche, associative, culturali e ai singoli cittadini che hanno partecipato a questa esperienza condivisa ufficializzeremo la costituzione di una coalizione di governo alternativo e proporremo la nostra candidatura alla guida della città – tira le fila la Comunità –. Il programma, la coalizione e la candidatura sono offerte alla città. Non chiuderemo le porte a nessuno. Offriremo il nostro lavoro a tutte le forze politiche e sociali che vogliono proporsi in alternativa all’attuale amministrazione. Il cammino che abbiamo intrapreso è inedito rispetto ai tradizionali schemi della politica, quelli che riducono la formazione di una coalizione alla scelta di un nome come candidato sindaco da buttare nella mischia e minimizzano qualsiasi sforzo per addivenire ad un programma partecipato e condiviso». 

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