La Corrente si presenta: «Vogliamo cambiare la città con la passione e la competenza. Stacchiamo la spina alla politica logora»

© terlizzilive
Intervista a Michele Altamura, uno dei portavoce del movimento politico nato nell’ottobre del 2016. «Il nostro progetto è di creare un processo di cambiamento in cui coinvolgere tutta la cittadinanza»
Da ottobre 2016 si è affacciato sulla scena locale un nuovo movimento politico, La Corrente.
I propositi della neonata formazione, composta in larga parte da volti nuovi (e in prevalenza giovani, ma non esclusivamente) della politica, sono senz’altro bellicosi, almeno rispetto al contesto attuale, con le sue consuetudini, le sue dinamiche, i suoi vizi radicati: provare a rinnovare non soltanto la classe dirigente cittadina, ma anche e soprattutto il modo di pensare e concepire gli strumenti stessi con cui a Terlizzi si fa politica, si organizza la cultura, si progettano le politiche sociali, si pianifica insomma lo sviluppo del territorio, la gestione della comunità.
Tutto ciò a partire da idee attuabili, proposte concrete e sostenibili, “buone pratiche”, come si dice oggi, sganciandosi – è la premessa de La Corrente – il più possibile dagli ideologismi ed evitando come la peste le solite logiche “al ribasso”, che indulgono al clientelismo, al trasformismo, alla politica degli annunci e dei compromessi – tendenze che pure sono ormai invalse e, quel che è peggio, sono spesso accettate dai comuni elettori come inevitabili, se non naturali nell’agone politico.
La sfida, La Corrente lo sa, è molto complessa e soprattutto ha tempi d’ingaggio lunghi, che vanno al di là delle scadenze elettorali. Intanto, però, i primi passi sono già stati mossi. Il 6 novembre scorso La Corrente ha preso parte all’assemblea programmatica della Comunità Civica, il progetto di coalizione che alcune realtà politiche terlizzesi – tra cui Città Civile, Impegno Civico, Alternativa Democratica, Cantieri dal Basso, Udc – stanno promuovendo nel tentativo di creare un “terzo polo” con cui sfidare alle prossime elezioni comunali il centrodestra di Gemmato e il blocco del Partito Democratico.
L’iniziativa, che messo le basi per la redazione di un programma condiviso, è proseguita con una serie di sei “laboratori di cittadinanza” suddivisi per aree tematiche in cui non solo gli attivisti, ma anche i liberi cittadini e i “portatori di interessi” hanno potuto dire la propria, dialogando e, soprattutto, interpretando la politica come progettazione, processo sempre aperto e partecipato. A fine dicembre il collettivo ha organizzato il “primo meeting dei fuori sede”, una reunion di terlizzesi che vivono e lavorano da tempo altrove: la festa è stata un successo assoluto di partecipazione, inedito per modalità e capacità di generare consenso ed entusiasmo, e ha creato molte aspettative sul ruolo che, nel futuro prossimo, La Corrente potrà giocare nel panorama politico-culturale della nostra città.
TerlizziLive ha incontrato Michele Altamura, uno dei portavoce de La Corrente, per capire a che punto è il processo di crescita del movimento, a pochi mesi dalla sua fondazione.
Michele, da quali persone è formata La Corrente? Chi siete e cosa volete? Ci sono dei modelli e dei punti di riferimento nel vostro modo di concepire la politica e la comunità?
La Corrente è un progetto comune aperto al contributo di tutti i cittadini, uomini e donne, giovani e anziane, e al dialogo con le forze civiche, sociali e culturali che abitano la nostra comunità. Siamo semplicemente dei cittadini e delle cittadine che hanno smesso di delegare impegnandosi in prima persona. “Non per me, né per i miei, ma per chi viene”: questo era scritto sulla facciata di Torre San Giuliano, la villa di don Gennaro de Gemmis. Di quelle che fino agli anni ’50 erano la villa, la grande biblioteca di testi sulla storia della Puglia, le serre idroponiche sperimentali per l’orticoltura e il florovivaismo, restano solo un edificio deturpato e inaccessibile, un monumento all’incuria. Don Gennaro de Gemmis in questi mesi è diventato un faro per raccontare quello che eravamo e quel che vogliamo tornare a essere.
Qual è il sentimento che vi ha spinti a unirvi e a progettare questo cammino comune?
Sentiamo di avere una responsabilità verso questa città, qui ognuno di noi ha cominciato il suo percorso di costruzione e tanti l’hanno portato avanti in altri luoghi, fuori dalla Puglia, ma sempre con il desiderio di mettere al servizio di questa comunità tutte le competenze acquisite. Crediamo che oggi fare politica significhi soprattutto questo: offrire le proprie competenze specifiche per creare una visione concreta che coinvolga tutta la cittadinanza in un processo di cambiamento.
Di cosa ha bisogno la città secondo La Corrente? Quali le priorità da cui partire?
Terlizzi possiede delle risorse umane straordinarie che però non sono stimolate a fare rete, a creare un progetto comune e trasversale. È necessario rompere l’isolamento in cui vive ogni singolo settore e creare delle forme innovative di rilancio economico. Risollevare il comparto agricolo-florovivaistico creando delle connessioni con gli operatori culturali, valorizzare il nostro patrimonio artistico-culturale con delle politiche sociali rivolte alle famiglie in difficoltà. Spesso la mancanza di idee innovative e progetti concreti viene nascosta dietro la carenza di risorse economiche. Allo stesso tempo non viene attivata nessuna seria politica di attrazione di investimenti europei, nazionali e regionali. Bisogna rompere questo meccanismo perverso, innescando un processo virtuoso che aumenti l’occupazione e stimoli la competitività dei nostri “prodotti”.
In questo senso, a detta di molti i tavoli tematici della Comunità sono stati un successo inedito per metodologia e contenuti. Quanto credete in questo modo di fare politica?
Il mondo in cui viviamo è caratterizzato dalla complessità e dal cambiamento costante. Quello che valeva ieri, oggi vale con delle sfumature radicalmente differenti. I modelli che orientavano la politica vent’anni fa oggi si rivelano inappropriati a cogliere i bisogni dei veri protagonisti di questa partita: i cittadini. Le battaglie a colpi di comunicati stampa tra le segreterie dei partiti e dei movimenti locali servono solo a rendere incolmabile il distacco tra la comunità e i suoi sedicenti rappresentanti. I laboratori di cittadinanza proposti dalla Comunità Civica hanno dimostrato che la gente ha tanta voglia di dare il proprio contributo, ha solo bisogno di superare un istintivo senso di scoramento e paura, di sfiducia nella politica. La sfida più grande che abbiamo davanti è quella di vincere e aiutare a vincere la paura e i mezzi che ci porteranno a vincere questa sfida sono la passione e la competenza, due concetti che non hanno età anagrafica né una caratterizzazione ideologica.
Qual è il ruolo, la funzione che sentite di svolgere all’interno della Comunità Civica?
La Comunità Civica è un’esperienza politica totalmente innovativa a Terlizzi: uno spazio democratico di confronto tra sensibilità diverse tra loro che hanno imparato in questi mesi a diventare complementari. Noi de La Corrente siamo una realtà politica nata da poco e perciò in questo progetto di coalizione portiamo in dote freschezza di idee, coraggio, spregiudicatezza. Vogliamo essere il volano che consenta di coinvolgere energie nuove, di stimolare una rinascita della partecipazione al dibattito politico. Il 28 dicembre abbiamo organizzato un evento dedicato ai fuori sede terlizzesi dal titolo “Quando te ne vai?”. Abbiamo chiesto ai nostri concittadini che vivono a Milano, Torino, Bologna, New York, Amsterdam di portarci delle nuove idee, viste o sperimentate altrove, che potessero essere mutuabili a Terlizzi. Abbiamo raccolto visioni innovative riguardanti il welfare, la viabilità sostenibile, la valorizzazione del nostro patrimonio artistico-culturale. Questa è l’aria nuova che La Corrente vuole portare e che getterà le basi per le linee programmatiche da proporre alla cittadinanza.
Domenica 29 gennaio si terrà la seconda assemblea generale della Comunità Civica, in cui presenterete il frutto del lavoro programmatico sviluppato in questi mesi. Cosa vi aspettate da quella giornata?
L’appuntamento del 29 gennaio sarà una bella occasione per presentare un programma basato su delle idee operative da realizzare a Terlizzi che coinvolgano i vari settori oggetto dei laboratori di cittadinanza svolti finora, per lanciare un percorso che “stacchi la corrente” all’abitudine logora delle promesse e accenda l’entusiasmo della scommessa. Speriamo che l’invito rivolto a tutte le forze politiche di cambiamento venga raccolto e che si dia inizio a un percorso condiviso di discontinuità. Intanto stasera alle 19 presso l’Arci Melkweg (in Corso Dante 43) si svolgerà l’ultimo laboratorio di cittadinanza dedicato alla Sviluppo Locale.
Presenterete una lista alle prossime elezioni comunali?
Sicuramente saremo presenti con una nostra rappresentanza e i criteri per la scelta dei candidati saranno gli stessi che orienteranno la scelta del candidato sindaco e la costruzione della futura giunta comunale.
Avete già un nome da proporre come candidato sindaco? Se no, quali sono i criteri e le metodologie con cui trovare una figura possibile?
I processi funzionano quando sono organici e per esserlo richiedono tempo, approfondimento e sguardo d’insieme. Alcune forze politiche terlizzesi raccontano di aver iniziato a ragionare sui nomi da candidare sin dallo scorso ottobre, la Comunità Civica ha scelto un percorso più lungo e democratico, forse: anche questa è discontinuità. Crediamo che sia un processo politico partecipato a dover generare una candidatura a sindaco, non viceversa.
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