Vendola chiude l’esperienza Sel: si va verso lo scioglimento

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Non si passerà dal congresso: i segretari regionali delegheranno alla segreteria nazionale e al presidente in carica l’atto di scioglimento. Il nuovo soggetto sarà Sinistra Italiana
Sel non esiste più. Il partito si scioglierà senza passare da un congresso: i segretari regionali ancora formalmente in carica dovranno infatti sottoscrivere un verbale in cui delegheranno alla segreteria nazionale e al presidente Vendola l’atto di scioglimento.
Il nuovo soggetto in cui confluiranno i militanti e gli attivisti sarà “Sinistra Italiana”. Il congresso di fondazione è fissato per il 4 febbraio, ma la road map è irta di insidie, visto che in quel periodo l’Italia sarà probabilmente in piena campagna elettorale.
Quel che è certo è che nella nuova fase Nichi Vendola terrà una posizione defilata, da “padre nobile”. Alla guida del nuovo soggetto si candideranno probabilmente l’attuale coordinatore di Sel Nicola Fratoianni e Marco Furfaro.
La storia di Sel è durata pochi anni, ma politicamente intensi. Dapprincipio fu creata come sigla elettorale alle europee del 2009, assieme a Partito Socialista e Verdi, oltre agli ex Rifondazione e agli ex Ds non confluiti nel Pd. Poi Sel divenne l’espressione partitico-movimentistica di Vendola ai tempi dell’ascesa, fino a che il terlizzese non salì al soglio di presidente della Regione.
In quegli stessi anni alle primarie del centrosinistra i candidati di Sel batterono in alcuni casi, clamorosi, quelli del Pd: si ricordi Milano con Pisapia, Cagliari con Massimo Zedda e Genova con Marco Doria. Poi, alle elezioni del 2012, ci fu il flop: Sel non conquistò nemmeno il 3% e uscì dal Parlamento.
L’obiettivo culturale, prima ancora che politico, di Sel è stato quello di superare l’ortodossia ideologica del vecchio modello centralista Pci senza perderne alcuni connotati e tratti distintivi, provando anzi a rilanciarne alcune istanze e tipiche battaglie. Vessilli che, nel prossimo futuro, toccherà a “Sinistra Italiana” tenere alti.
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