Accoglienza migranti, Vitagliano: «Continuano ad alloggiare nel vecchio mobilificio. La via di Molfetta è la nostra Calais»

© pasquale vitagliano
L’ex candidato sindaco interviene in merito alla questione dell’alloggio dei lavoratori stagionali. «E se qualcuno venisse investito? Di chi sarebbe la responsabilità?»
Siamo in piena stagione della raccolta delle olive e in città convergono moltissimi lavoratori stagionali, attratti dalla possibilità di unirsi alla cospicua forza lavoro adibita alla campagna olearia.
Il problema, come ogni anno, è l’allocazione degli ospiti, per la maggioranza migranti africani, che non hanno denaro sufficiente per permettersi un alloggio decoroso, anche perché spesso sono sottopagati, e in nero.
Molti di loro vivono in una struttura – fatiscente e pericolosa – ubicata sulla Terlizzi-Molfetta, l’ex mobilificio. Altri si sono sistemati alla bell’e meglio nelle campagne, in casolari di fortuna; alcuni addirittura in casupole semiabbandonate tra Terlizzi e Sovereto. Capita spessissimo di incrociarli a sera, mentre a gruppi tornano ai loro poveri giacigli di fortuna. Il fenomeno costituisce una vera e propria emergenza che si ripete ogni anno, senza – a quanto sembra – trovare una soluzione adeguata, che abbia un valore strutturale, se non definitivo.
“Qualcuno pensa che l’integrazione sia un gioco da tavolo stagionale. Ed invece è una sfida che comporta sacrificio”, interviene in merito Pasquale Vitagliano del Movimento Civico -. “Quello di stare sulla strada per rendersi conto cosa succede ancora (altro che discontinuità) nel vecchio Mobilificio. La via di Molfetta è la nostra Calais cittadina”, afferma usando una metafora. “Lungo questo confine l’amministrazione misura la sua impotenza, mentre i cittadini soffrono indirettamente per questo muro virtuale di carne umana, per la presenza quotidiana di questa processione di braccia in vendita. E se qualcuno dovesse suo malgrado investirli, di chi sarebbe la responsabilità?”, è la domanda retorica di Vitagliano.
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