Accoglienza migranti, Vitagliano: «Continuano ad alloggiare nel vecchio mobilificio. La via di Molfetta è la nostra Calais»

La Redazione
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L’ex candidato sindaco interviene in merito alla questione dell’alloggio dei lavoratori stagionali. «E se qualcuno venisse investito? Di chi sarebbe la responsabilità?»

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Siamo in piena stagione della raccolta delle olive e in città convergono moltissimi lavoratori stagionali, attratti dalla possibilità di unirsi alla cospicua forza lavoro adibita alla campagna olearia. 

Il problema, come ogni anno, è l’allocazione degli ospiti, per la maggioranza migranti africani, che non hanno denaro sufficiente per permettersi un alloggio decoroso, anche perché spesso sono sottopagati, e in nero. 

Molti di loro vivono in una struttura – fatiscente e pericolosa – ubicata sulla Terlizzi-Molfetta, l’ex mobilificio. Altri si sono sistemati alla bell’e meglio nelle campagne, in casolari di fortuna; alcuni addirittura in casupole semiabbandonate tra Terlizzi e Sovereto. Capita spessissimo di incrociarli a sera, mentre a gruppi tornano ai loro poveri giacigli di fortuna. Il fenomeno costituisce una vera e propria emergenza che si ripete ogni anno, senza – a quanto sembra – trovare una soluzione adeguata, che abbia un valore strutturale, se non definitivo.

“Qualcuno pensa che l’integrazione sia un gioco da tavolo stagionale. Ed invece è una sfida che comporta sacrificio”, interviene in merito Pasquale Vitagliano del Movimento Civico -. “Quello di stare sulla strada per rendersi conto cosa succede ancora (altro che discontinuità) nel vecchio Mobilificio. La via di Molfetta è la nostra Calais cittadina”, afferma usando una metafora. “Lungo questo confine l’amministrazione misura la sua impotenza, mentre i cittadini soffrono indirettamente per questo muro virtuale di carne umana, per la presenza quotidiana di questa processione di braccia in vendita. E se qualcuno dovesse suo malgrado investirli, di chi sarebbe la responsabilità?”, è la domanda retorica di Vitagliano.

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