Roghi nelle campagne di Sovereto. Una residente: «Qui si brucia la sansa dei frantoi, l’aria è irrespirabile». Foto e video

La Redazione
roghi a sovereto

La cittadina ha colto in flagrante il responsabile: «È il proprietario del fondo. Si è giustificato dicendo che si trattava solo di fascine, ma è evidente che si bruciano residui di lavorazione dei frantoi»

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Il fenomeno dei roghi appiccati nei terreni tra Terlizzi e Sovereto non è inedito, anzi è stato segnalato a a più riprese in questi mesi via social e attraverso la nostra testata. 

«Da un bel po’ sulla complanare della ex statale, in direzione Bari, bruciano sansa di olive», racconta a TerlizziLive una residente del borgo, che ieri ha avuto un incontro ravvicinato con uno dei responsabili di questi incendi “tattici”, cogliendolo sul fatto. 

«Soltanto oggi [ieri per chi legge] siamo riusciti a scovare il colpevole, ovvero il proprietario del fondo», afferma la testimone. «Ha cercato di giustificare l’accaduto dicendo che si trattava solo di fascine, ma è evidente che si brucia ben altro. L’aria è irrespirabile, noi non possiamo neanche aprire le finestre…», continua la cittadina, che ha anche girato una videotestimonianza, che rilanciamo.

Sull’accaduto si è pronunciato il meetup terlizzese cinquestelle, che condanna la pratica di appiccare questi roghi, tanto “controllati” quanto perniciosi per l’ambiente. «Spesso questi giorni ci siamo chiesti da dove provenisse l’odore insopportabile di bruciato, che continua a diffondersi in tutto il nostro paese. Abbiamo chiesto a Vigili, Carabinieri e Amministrazione Comunale di intervenire per poter arrestare questo fenomeno dannoso per la nostra salute», spiegano gli attivisti pentastellati. «Purtroppo non è servito a nulla perché ancora una volta sono liberi cittadini che, facendosi carico dei problemi della città, ne scoprono le cause, a proprio rischio e pericolo. Il video, girato nella campagne di Sovereto, mostra senza dubbio che viene bruciata la sansa di olive prodotta in questi giorni dai frantoi locali. Si configura, così, il reato di danno ambientale. La nostra denuncia non finisce qui. La nostra salute va tutelata!», conclude il meetup. 

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