Ospedale Nord-Barese, Felice Spaccavento: «Se non agiamo concretamente, qui non rimarrà più nulla»

© n.c.
Sempre più serrato il dibattitto sull’ospedale unico di I livello. Il medico molfettese risponde a un post su facebook di Paola Natalicchio
Il confronto sull’ospedale, soprattutto sull’ospedale unico del nord barese, si fa sempre più serrato. Soprattutto a partire da una dichiarazione postata sulla propria pagina Facebook da Michele Emiliano, a commento dell’incontro tenutosi ieri a Ruvo.
La chiusura di un ospedale in più rispetto al piano previsto
«Abbiamo compiuto – aveva scritto il governatore pugliese – un altro passo decisivo nella condivisione del piano di riordino ospedaliero. Addirittura il personale sanitario e i cittadini di tre ospedali (Molfetta, Corato e Terlizzi) ci hanno chiesto di chiudere un ospedale in più del previsto per avere un solo ospedale di primo livello nell’area nord barese. Distrutta la logica campanilista a favore della filosofia che fonda il piano di riordino: chiudere e riconvertire piccoli ospedali inutili e pericolosi per dar vita ad ospedali più grandi con maggiori risorse e maggior personale».
Il “Don Tonino Bello” a rischio
Un ospedale da chiudere in più del previsto, dunque. E la possibilità che a chiudere sia il Don Tonino Bello di Molfetta oppure l’Umberto I di Corato. Il commento non ha lasciato indifferenti numerosi esponenti politici nostrani, tra cui l’ex sindaco Paola Natalicchio, che stamattina ha fatto capire con chiarezza che farà di tutto per scongiurare l’ipotesi di chiusura del Don Tonino Bello.
E la realizzazione ex novo di un ospedale? Non pare essere stata contemplata dalla Regione Puglia. Anche a questo fa riferimento Felice Spaccavento, anestesista rianimatore molfettese che si sta battendo per rendere concreta l’idea dell’ospedale unico di primo livello del nord barese, e che ha risposto al post di Paola Natalicchio.
Felice Spaccavento risponde a Paola Natalicchio
«Qui – ha scritto – non c’è da costruire nessun grande ospedale” perché ci sarebbe il rischio di vederlo «qualora ci fossero i soldi, e non ci sono, fra 15 anni e sono ottimista».
Il territorio, prosegue Spaccavento, sarebbe depotenziato perché il rischio, allo stato delle cose, è che «a fine 2016 tu perderai l’urologia, la nefrologia, la cardiologia di Molfetta, la ginecologia, pediatria, e la cardiologia di Corato con chiusura di Terlizzi.. Questo è quello che succederà se non troviamo altra soluzione … Ospedali depotenziati inutili e pericolosi».
I reparti su citati, secondo Spaccavento, sarebbero aggregabili in un’unica struttura già esistente. E l’ospedale di Molfetta? «Cosi pensato dal piano di riordino – conclude – chiuderà molto presto, e così Corato, e in questo grosso territorio non ci rimarrà nulla… Allora pragmaticamente cosa facciamo per salvare tutto questo? Io non sto dicendo che questa è una proposta bellissima ma è la più attuabile e ci permette di guadagnare tempo per pensare a un eventuale consortile che ora possiamo sognare. Cerchiamo di essere concreti, altrimenti qui non rimarrà più nulla. L’ambulatorio di pediatria non è nulla se dietro non ha alle spalle un reparto, e comunque non è l’ambulatorio a chiudere ma reparti interi. Incontriamoci ma fateci dire una volta qualcosa visto che oltre alla faccia rischiamo altro e non solo noi, ma il paziente che deve essere al centro di tutto!!!!!!!!».
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!








Usura ed estorsioni, tre persone in carcere e una ai domiciliari. Sequestrati beni per oltre 700mila euro