Le “Sculture” di D’Elia in Pinacoteca

© Terlizzilive
Domani sera il vernissage della mostra
Domani sera presso la Pinacoteca de Napoli s’inaugura, con il patrocinio del Comune di Terlizzi, la mostra di Gioacchino D’Elia “Sculture”. Il vernissage è in programma alle 19 e 30. Di seguito un profilo dell’artista a cura di Pasquale Malerba.
Appassionato maestro artigiano, professore, scultore. Un uomo semplice e tenace, un appassionato artigiano con la vena artistica. Sin da piccolo, quando frequenta la scuola di Avviamento Professionale ad indirizzo commerciale, Gioacchino affianca il padre nel duro lavoro dei campi manifestando spirito di collaborazione, una grande voglia di apprendere e soprattutto una particolare predilezione per le discipline tecnico pratiche. Infatti, trova anche il tempo di iscriversi e frequentare i corsi serali di meccanica presso la pinacoteca De Napoli a Terlizzi. Conseguita la licenza di avviamento professionale Gioacchino esprime la volontà di continuare gli studi ad indirizzo tecnico o, in alternativa, di fare apprendistato nella bottega di un orologiaio.
Non è facile all’età di 12 – 13 anni capire cosa fare da grandi, ma non è un caso che il D’elia, in alternativa agli studi, voglia fare esperienza presso un artigiano, in una bottega.
Un percorso d’altri tempi, si direbbe, quando la bottega rappresentava la naturale continuità del lavoro paterno o l’occasione di trovare lavoro nel caso in cui non c’era la possibilità economica di studiare. Gioacchino, invece, concepisce l’artigianato come scuola di vita, laboratorio dove imparare, produrre e formarsi. Forte avverte la voglia di fare esperienze tramite il contatto diretto con gli strumenti di lavoro e con i diversi materiali. Infatti le sue indiscusse capacità pratiche lo portano a prediligere un percorso formativo ad indirizzo tecnico pratico.
Nel giugno del 1956 consegue il diploma di Perito Tecnico Industriale Meccanico presso L’Istituto Tecnico Industriale di Bari e poco dopo inizia a lavorare in qualità di insegnante di disegno tecnico e tecnologia del legno presso il Centro di Addestramento Professionale di Noci.
Ma la voglia di apprendere e la sua innata sensibilità artistica gli danno il coraggio di confrontarsi con una esperienza all’estero, infatti, a distanza di un anno dall’incarico a Noci, si trasferisce in Francia dove viene assunto e lavora come disegnatore progettista presso la ditta “Boussac”.
Monsieur Marcel Boussac è stato un grande e famoso industriale francese, allevatore di cavalli di razza e produttore di tessuti, noto anche come finanziatore e proprietario della “maison Christian Dior”, la rinomata casa di moda francese. La catena di produzione di tessuti della ditta Boussac iniziava con la coltivazione del cotone e, attraverso diverse fasi, terminava con la produzione e la vendita dei manufatti.
Qui il D’Elia si fa apprezzare per le sue ottime qualità tecniche, per la serietà, la competenza e la sconfinata passione per il suo lavoro. A ragion veduta, la ditta Boussac lo premia ripetutamente e gli prospetta un accattivante futuro professionale da manager.
Ma Gioacchino, sia per la nostalgia del paese natio, sia per ragioni strettamente personali, decide di tornare in Italia arricchito oramai di un bagaglio tecnico consolidato e di una sicura professionalità artigiana. Possiamo quindi affermare, senza tema di smentita e reputare il D’Elia un degno rappresentante e maestro di quelle associazioni di mestiere o corporazioni chiamate “Arti o Scuole” in Italia, “Métier o Guilde” in Francia, “Mysteries o Craft Guild” in Inghilterra, “Gilden o Innungen” in Germania.
In Italia riprende l’insegnamento di macchine utensili e aggiustaggio presso il Centro di Addestramento di Terlizzi, in seguito viene chiamato a dirigere il Centro di Addestramento di Andria. Nel 1962 entra nel mondo della scuola statale come professore con la nomina di insegnante tecnico pratico presso l’Istituto Professionale Statale per l’Industria e l’Artigianato di Andria, nel 1963 istituisce a Terlizzi la sede distaccata dell’I.P.S.I.A. di Barletta e riceve la nomina per l’insegnamento di materie pratiche con l’incarico di dirigente della sede di Terlizzi.
Nel frattempo, durante le vacanze estive, lo ritroviamo di nuovo in Francia dove frequenta un corso di meccanico di macchine di maglieria industriale, perché la sua filosofia di vita è quella per cui non si finisce mai di imparare. Nel 1971 vince il concorso come insegnante di Educazione Tecnica presso la Scuola Media Statale e lascia con grande nostalgia e rammarico l’I.P.S.I.A.
Ma la sensibilità artistica di Gioacchino si fa sempre più audace in lui e lo stimola a partecipare attivamente alla progettazione, preparazione e realizzazione di carri floreali per l’annuale tradizionale festa – mostra dell’artigianato terlizzese.
Il 2005 rappresenta una data importante per il nostro scultore, e chi l’avrebbe detto?
La “latente” vena artistica prorompe e si manifesta con opere scultoree di cui nessuno conosceva traccia. Gioacchino, quindi, da tempo si dedicava in silenzio alla lavorazione ed alla creazione di sculture in legno.
Il D’Elia non ha frequentato alcuna “Accademia”, ma ha nutrito e allevato in sé l’amore per l’arte e la bellezza, per la creatività artistica che in lui nasce dalla osservazione della realtà, della sua terra e della natura.
La serietà, la competenza, la professionalità, la conoscenza approfondita dei materiali e la padronanza dei mezzi tecnici hanno costituito le fondamenta della sua pratica artistica di scultore in legno.
Gioacchino, con le sue opere, ci dice che anche la materia ha un’anima, non importa se si presenta informe, basta un’intuizione, basta toccarla, sentirla viva sotto le proprie mani e comunicare con “lei”. Sarà l’amore e la sensibilità artistica a guidare la mano che saprà forgiare, plasmare e dare forma concreta, anima e voce al legno informe come ha fatto e ci auguriamo continui a fare lo scultore Gioacchino D’Elia.
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