Disastro ferroviario, lascia l’inchiesta la pm fotografata con il legale del capostazione indagato

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Simona Merra – precisa il procuratore di Trani, Francesco Giannella – «ha deciso di astenersi dall’ulteriore trattazione del procedimento, responsabilmente e per desiderio di riportare serenità attorno alla vicenda»
Cambia l’assetto per le indagini relative alla tragedia del 12 luglio. Il magistrato Simona Merra «ha deciso di astenersi dall’ulteriore trattazione del procedimento, responsabilmente e per desiderio di riportare serenità attorno alla vicenda, pur ribadendo la propria correttezza nella conduzione delle indagini».
A comunicarlo è il procuratore di Trani, Francesco Giannella, dopo le polemiche suscitate dalle foto che ritraggono la pm Serra in atteggiamenti confidenziali con De Cesare, il difensore di uno degli indagati del disastro ferroviario del luglio scorso in Puglia, il capostazione Vito Piccarreta.
Le immagini risalgono al 2013, sono state scattate ad festa privata sul terrazzo di una casa nel centro storico di Molfetta e poi pubblicate dal quotidiano “Il Giornale”.
nI parenti delle vittime non hanno esitato a far sentire la propria voce: «siamo scioccati, allibiti, arrabbiati. Tutte le famiglie delle vittime sono saltate sulla sedia appena hanno visto la foto. Non è giusto nei confronti dei 23 morti. La logica vorrebbe che la Pm abbandonasse il caso» ha detto Daniela Castellano che nel disastro ferroviario ha perso il padre Enrico.
«Il procuratore della Repubblica facente funzioni presso il Tribunale di Trani – scrive Giannella in una nota – in relazione alle preoccupazioni manifestate dai parenti delle vittime del disastro ferroviario del 12 luglio in seguito alla pubblicazione di fotografie che sembrerebbero denunciare un rapporto di familiarità tra uno dei magistrati titolari del procedimento relativo ed il difensore di uno degli indagati, intende rassicurare quanti soffrono le conseguenze della terribile vicenda che le indagini sono state fin qui condotte e continueranno ad essere condotte nella più rigorosa imparzialità e trasparenza.
A tal fine, nella consapevolezza della complessità tecnica delle verifiche – aggiunge Giannella – ma anche della delicatezza dell’inchiesta riguardante tragedie umane immani e irrimediabili, sono state assunte nell’immediatezza regole organizzative per le quali ogni iniziativa investigativa, atto e provvedimento del procedimento è stato adottato e sarà adottato collegialmente dai magistrati contitolari dell’indagine, coordinati in prima persona dal Procuratore stesso».
Al Procuratore «come disposto con provvedimenti del 13 e del 25 luglio 2016, essi riferiscono costantemente l’evoluzione delle indagini ed iniziative».
«Per motivi personali» hanno lasciato il pool iniziale anche i pubblici ministeri Antonio Savasta e il vicario Luigi Scimè.
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