Vendola al mare con Tobia. «I pugliesi ci dimostrano simpatia e affetto»

La Redazione
vendola con tobia

Il politico sta passando le vacanze con Ed e il bimbo – nato cinque mesi fa con la tecnica della maternità surrogata – a Otranto

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Come ogni anno, Nichi Vendola è sceso in Salento – nei pressi di Otranto – per la stagione balneare assieme al compagno Ed Testa.

La novità di quest’estate, tuttavia, è la presenza del piccolo Tobia, che sta scoprendo in questi giorni per la prima volta la bellezza del mare pugliese. Si tratta della prima vera uscita pubblica del bimbo, nato cinque mesi fa con la tecnica della maternità surrogata. Il politico e il suo compagno – è proprio il caso di dirlo – hanno deciso di uscire allo scoperto, alla luce del sole, smorzando chiacchiere, malignità, pettegolezzi. 

Più di ogni retorica o demagogia, vale l’osservazione diretta. Chi frequenta la spiaggia può rendersi conto immediatamente della semplicità con cui Vendola e Testa si prendono cura del bambino. Come tanti genitori, hanno scelto di passare le vacanze senza baby sitter, occupandosi di ogni bisogno del poppante. Tutto è nuovo e interessante per Tobia: la spiaggia nelle ore più fresche della giornata, il bagnetto in mare, il pannolino cambiato all’ombra di un albero, le passeggiatine e le pappe all’aria aperta, fragrante di iodio e brezza marina.

Felice come ogni bimbo amato, Tobia Antonio viene salutato e coccolato da tutti, amici, bagnanti, frequentatori della spiaggia, che si fermano a esprimere il proprio supporto e il proprio incoraggiamento alla coppia, al di là di ogni speculazione mediatica. 

«Mi hanno colpito soprattutto le persone anziane», racconta l’ex governatore al “Corriere del Mezzogiorno”. «Una donna appena ci ha visto si è avvicinata e riferendosi alla cattiverie che ci sono state rivolte ha dato un consiglio: “Ve ne dovete fregare”».

Vendola non dimentica lo tsunami di cattiverie (con epicentro in Puglia) sprigionatosi in reazione alla decisione di far nascere il bambino con la tecnica dell’utero in affitto, ma osserva con sollievo che qualcosa forse sta cambiando: i pugliesi stanno iniziando a capire la sua scelta.

«I pugliesi ci dimostrano simpatia e affetto, hanno capito una realtà che è molto più semplice di quella che qualcuno ha voluto fare apparire», dice. «Tobia è un bambino desiderato e amato, è un bimbo sereno e felice, il suo nome vuol dire gradito al Signore, ogni momento per noi è una gioia immensa, i suoi sorrisi, i grandi occhi azzurri che ha ereditato dalla famiglia di Ed, ciascun singolo istante è un’emozione, come oggi quando ha assaggiato la prima frutta».

In tutto questo, la politica è un orizzonte remoto, ben più dell’Albania, che da qui pare vicinissima.

«La seguo, ma da lontano», afferma Vendola. «E seguo con grande preoccupazione anche l’orrore che sta travolgendo l’umanità: quando ci penso mi rifugio negli occhi di Tobia».

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