Consigli pratici per trasferirsi in Francia

State ragionando sull’opportunità di trasferirvi in Francia per ragioni di studio o di lavoro? Si tratta senz’altro di un’esperienza formativa molto interessante, che vi farà maturare e crescere

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State ragionando sull’opportunità di trasferirvi in Francia per ragioni di studio piuttosto che per motivi di lavoro? Si tratta senz’altro di un’esperienza formativa molto interessante, che vi farà maturare e crescere nel caso in cui si tratta per la prima volta di un soggiorno prolungato all’estero.

Il lavoro in Francia
C’è da dire che nel territorio francese il lavoro dipendente è soggetto a un buon numero di tutele. Uno dei tanti vantaggi legati al fatto di trovare lavoro in Francia, in confronto all’Italia, è senz’altro quello di poter trovare molto più facilmente dei contratti a tempo indeterminato. D’oltralpe, infatti, si tratta della normalità.
Un altro aspetto molto interessante è legato anche alla settimana lavorativa, che in Francia è strutturata su 35 ore in base a quanto è previsto dalla legge. Qualora, invece, il contratto dovesse prevedere un tetto orario superiore, ecco che si verrà ricompensati con dei giorni di vacanza che si possono definire extra e di cui si potrà godere nel corso dell’anno.

Mezzi di trasporto
Chiaramente bisogna anche pensare a come ci si muoverà una volta che il trasferimento in Francia sarà concluso. Per chi vuole prendere a noleggio una vettura, è sufficiente sottolineare come per la guida in Francia serve avere una patente di guida nazionale. Se il soggiorno è superiore a sei mesi e decidete di trasferirvi con la vostra auto, magari prendendo in considerazione il servizio di trasporto auto con bisarca Francia Italia, servirà però adeguare la patente e provvedere al controllo della vettura. Altrimenti, ci si può muovere in treno, con la rete ferroviaria SNCF oppure in pullman, con diverse linee interne che collegano molto bene le diverse città transalpine.

Trasferirsi in Francia
Il primo passo è indubbiamente quello di trovare un’abitazione in cui poter soggiornare. Non sottovalutate tale attività, dato che è ricca di imprevisti ed è molto complicata. Serve girare un po’ tutta la città in cui volete trasferirvi per poter individuare l’appartamento piuttosto che la camera più adatta alle proprie preferenze e necessità.
C’è un vero e proprio dossier da presentare nel momento in cui trovate un appartamento che sembra essere adatto alle vostre necessità e preferenze. In primo luogo, serve avere già il contratto di lavoro, meglio ancora se è a tempo indeterminato, le ultime tre buste paga che avete ricevuto, tenendo conto che lo stipendio dovrebbe essere pari ad una somma superiore all’incirca di tre volte rispetto all’affitto. Infine, serve anche avere un garante francese. Attenzione, non è un aspetto che riveste carattere obbligatorio, anche se conviene sempre chiedere consiglio e supporto all’azienda in cui si lavora.

Quali sono i documenti da procurarsi
Nel momento in cui riuscirete a trovare un lavoro, o nel caso in cui l’abbiate già, ci sono dei documenti base che vengono richiesti. In primo luogo, il numero legato alla securité sociale per poter ottenere il versamento dei contributi. Servirà anche aver aperto un conto corrente bancario, in modo tale da poter ricevere l’accredito dello stipendio.
Come si può provvedere all’apertura di un c/c bancario? Serve prima di tutto avere un numero di telefono francese, poi serve una prova di domicilio. In quest’ultimo caso, si può trattare di un contratto d’affitto, piuttosto che della bolletta di un’utenza, chiaramente se è intestata a voi, ma anche il documento attestation d’hebergement nel caso in cui siete ospiti in casa di qualche vostro amico, parente o conoscente.
Oltre all’elenco di tali documenti, serve anche avere a disposizione un certificato di nascita bilingue in originale, di cui si può fare richiesta direttamente nel proprio Comune di residenza. Questi documenti serviranno anche per ricevere la Carte Vitale. Serve avere un po’ di pazienza per poterle ottenere, tenendo conto delle tempistiche piuttosto dilungate che caratterizzano la burocrazia italiana.
Il terzo e ultimo step da compiere è quello di provvedere all’iscrizione all’AIRE. Non vi preoccupate, dal momento che questo passo non comporterà in alcun modo la perdita della cittadinanza italiana. L’AIRE è l’acronimo che sta per Anagrafe Italiani Residenti all’Estero e l’iscrizione in tale registro è obbligatoria qualora doveste risiedere in un’altra nazione per un periodo superiore a 12 mesi. Questa attività ha come scopo quello di provvedere alla dichiarazione per cui la propria residenza fiscale non si trova più sul territorio italiano e, di conseguenza, non c’è più la necessità di ottemperare al pagamento delle tasse entro l’Italia per i redditi che vengono percepiti all’estero ovviamente.

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