Ninni Gemmato difende Marcello: «Ha preso le distanze dall’approccio disastroso dei suoi predecessori»

L’ex sindaco si schiera con suo fratello dopo la bufera mediatica legata alle sue dichiarazioni

6 2 commenti
C’è una voce che, tra le altre, spicca nel dibattito politico generato a seguito delle affermazioni del sottosegretario Gemmato in merito all’uso dei vaccini per contrastare la pandemia. È quella di Ninni Gemmato, già sindaco di Terlizzi, esponente di spicco di Fratelli d’Italia ma soprattutto fratello di Marcello Gemmato. Oltre a condividere la passione politica, l’ideologia di destra, Ninni Gemmato e Marcello Gemmato condividono anche la professione: sono entrambi farmacisti. Un legame molto forte tra i due fratelli che si concretizza in una determinata presa di posizione di Ninni Gemmato a difesa di suo fratello.
«Da fratello e suo primo sostenitore dico, senza timore di smentite, che Marcello é uno che ha sempre studiato, che ha sempre riflettuto prima di prendere qualsiasi posizione, che si è sempre informato prima di esprimere qualsiasi opinione: in poche parole, non è mai stato uno da bar sport.
Nei quattro anni e mezzo della scorsa legislatura Marcello è stato segretario della Commissione Sanità alla Camera dei Deputati e responsabile nazionale del settore Sanità in Fratelli d’Italia, forte anche della sua laurea in Farmacia, della sua specializzazione in Farmacia Ospedaliera e dei decenni di professione esercitata sul campo» argomenta l’ex primo cittadino, in risposta ai giornalisti che hanno etichettato come superficiale la dichiarazione del sottosegretario.
«È successo che una sua battuta – pronunciata durante una trasmissione Rai in un botta e risposta con Aldo Cazzullo su come in Italia è stata affrontata la pandemia, senza che tale battuta suscitasse alcun moto di indignazione degli interlocutori presenti – è stata poi decontestualizzata e ripresa da avversari politici che ne hanno tratto spunto per attacchi fortissimi con invito alle dimissioni come se si trattasse del peggiore dei no-vax. Basterebbe andare a leggere – sui social, sui giornali, sui motori di ricerca e negli atti parlamentari – tutte le dichiarazioni rilasciate, le opinioni espresse e le posizioni politiche assunte da Marcello per rendersi conto che parliamo di tutt’altro che di un pericoloso no-vax e per constatare nei fatti la sua preparazione e la sua avvedutezza» aggiunge.
E rileva: «Quale è la colpa dì Marcello? Quella di aver preso nettamente le distanze dall’approccio disastroso dei suoi predecessori alla pandemia Covid. Approccio che, sopratutto nella prima fase, ha fatto registrare i suoi risultati peggiori. Quella di essere tra i sostenitori dell’istituzione di una Commissione di inchiesta che faccia luce sulle tante opacità nella gestione dell’emergenza a vari livelli ma anche su quel mondo a metà strada tra politica, gestione e affari che ha tratto utili stratosferici dalla pandemia (se lecitamente o illecitamente lo dirà la Magistratura). Quella di non aver risparmiato nei suoi attacchi i tanti virologi da talk show che hanno detto tutto e il contrario di tutto pur di apparire una volta in più in televisione.
Quella, in sintesi, di non voler fare sconti al passato in tema di gestione della pandemia, a quel passato di cui fanno parte tutti i principali esponenti del cosiddetto pensiero dominante (del mainstream se proprio vogliamo usare questo brutto anglicismo)».
Ninni Gemmato ringrazia per la vicinanza i leader politici del centrodestra: «Meno male che c’è Giorgia Meloni, meno male che ci sono i leader politici di Centrodestra, i colleghi parlamentari, gli opinionisti non in vendita e gli uomini di scienza che hanno dato ragione a Marcello. Meno male che ci sono i dirigenti, gli amministratori locali a vari livelli, i militanti (tanti dei quali conoscono Marcello da quando aveva i calzoni corti e sanno di che pasta è fatto) che gli hanno prontamente espresso solidarietà».
Per l’ex sindaco di Terlizzi coloro che hanno preso le distanze da suo fratello sono «i cittadini – tanti – che non hanno buttato il cervello all’ammasso e hanno preso coraggiosamente posizione anche commentando i post Facebook di chi lo attaccava».
E in conclusione una stoccata politica agli avversari: «Meno male che c’è un mondo – quel mondo oggi maggioritario – che, facendoci vincere le elezioni, ci ha dato un duplice mandato: fare piazza pulita di tutto il passato recente e tenere lontano dal Governo della Cosa Pubblica chi – come l’Enrico Letta di turno – chiede le dimissioni di Marcello dimenticando di essere stato dimissionato lui, dal suo stesso partito ma soprattutto dai cittadini elettori».
avatar

Commenti

  • donato (utente non verificato)

    Ma tacere per un po’ di tempo, invece di dire sciocchezze no???

  • Vito (utente non verificato)

    Che pessima figura