“Riapriamo insieme il sipario”: il teatro Millico spalanca le sue porte e lascia tutti a bocca aperta

Teatro Millico

Quattro visite guidate, una cronistoria interessante narrata in una cornice culturale senza eguali

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Si è svolta nella giornata di sabato, 26 novembre, l’iniziativa proposta da VicoQuartoMazzini e la Garra, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e Servizi Sociali del Comune di Terlizzi che ha previsto l’apertura del teatro Millico di Terlizzi, organizzando quattro visite guidate dalle 17 alle 19.15 con turni di 15 persone ciascuno.

Si è registrata un’affluenza notevole e una partecipazione davvero sentita.  Infatti, in 55 minuti il portale per le prenotazioni gratuite era già sold out: emblema di come Terlizzi abbia sete di cultura e non veda l’ora di riappropriarsi del proprio teatro.

La tradizione teatrale di Terlizzi, che nel corso dei secoli aveva avuto come luoghi della rappresentazione i palazzi arcipretile, de Paù e ancora per il trattenimento pubblico, gli ampi spazi interni al Castello, trova nel XIX secolo la propria consacrazione nel bell’edificio che si iniziò ad edificare, con esplicita duplice funzione di teatro e casa comunale, su progetto dell’architetto Nicola Scodes (1836) sul luogo dei vecchi mulini, detti “centimoli”.

Nel maggio del 1829 il Sottointendente di Barletta, in un rapporto steso a seguito di una sua visita a Terlizzi aveva biasimato lo stato della sala teatrale presso l’antico castello, “Una stalla che minaccia rovina”, ed auspicato per il pubblico terlizzese, “assai pulito e civile”, un teatro degno di tale nome che, ad oggi, ospiterebbe circa 400 spettatori.

«Creare massa critica, dimostrare la propria voglia di riavere questo teatro che appartiene a tutti noi, un bene pubblico dal valore inestimabile: ecco cosa possiamo fare concretamente e cosa abbiamo dimostrato quest’oggi.  Un segnale forte che va associato ad un’azione politica imprescindibile che, nella legalità, può cambiare le cose. Piccoli passi, ma molto significativi», sostiene Michele Altamura, attore e regista che, durante la visita, ha raccontato le vicende del teatro intitolato a Vito Giuseppe Millico, detto il Moscovita, mediante una dettagliata cronistoria dalla sua nascita fino ai giorni nostri.

«È un’emozione incredibile essere qui oggi. Attendiamo tutti trepidanti la riapertura di questa meravigliosa macchina culturale. C’è da fare tantissimo: recuperare gli elementi che costituiscono lo stato dei luoghi, confrontarli con quello che era il progetto originario, intersecare il tutto e rifare il progetto di completamento del teatro», spiega il sindaco Michelangelo De Chirico.

E ancora: «Il teatro è simbolo di comunità, centro di aggregazione sociale e scambio di idee, di rivoluzione sociale di un paese. La realizzazione di questo progetto è per noi, dunque, un impegno sincero, un obiettivo primario. “Il teatro non cambierà il mondo, ma cambia gli spettatori e gli spettatori, se vogliono, potranno cambiare il mondo”», conclude Ornella Rutigliani, assessora alla Cultura di Terlizzi.

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