
Il Mat
Il Marocco è in semifinale: a Terlizzi esplode la festa
Il Portogallo va a casa e il sogno del Marocco continua
Il calcio è un motore popolare che non ha confini.
A Terlizzi diventa motivo di integrazione con il maxischermo posto nella sala teatrale del Centro Mat Laboratorio Urbano che ha permesso alla folta comunità marocchina ,presente nel paese, di seguire la partita dei quarti di finale del mondiale di calcio della nazionale marocchina.
È proprio così: il Marocco di Walid Regragui è sorprendentemente in semifinale e la festa è esplosa anche nella comunità terlizzese, in una festante Piazza Cavour e nel Centro Mat Laboratorio Urbano.
Gioia, emozione, profonda dignità e compostezza da parte dei maghrebini che continuano a ballare su questo inaspettato mondiale.
En-Nesyri, al 42esimo gonfia la rete portoghese e permette al Marocco di sconfiggere una delle squadre favorite della competizione. Cristiano Ronaldo entra al cinquantesimo e non demorde, lotta a denti stretti, ma inutili risultano i tentativi di salvare una partita ormai nelle mani degli avversari.
Nella prima frazione di gara i nordafricani hanno saputo difendersi adeguatamente, creando numerose occasioni da gol, alcune perse davanti alla porta. Ottima prestazione di Hakimi, difensore della nazionale marocchina, considerato tra i terzini destri più forti della sua generazione, cresciuto nel settore giovanile del Real Madrid. Espulso invece Cheddira, attaccante del Bari.
Ultimi momenti di palpitazione per i Leoni dell’Atlante, protagonisti di una vera e propria favola, eccellente il portiere Yassine Bounou.
Un bel momento di condivisione, coordinato dai volontari dell’Associazione Carabinieri e organizzato dall’Amministrazione comunale, da Edgardo Bisceglia, Vicedirettore Caritas Diocesana e Responsabile Caritas di Terlizzi e dal Centro Mat Laboratorio Urbano.
“Terlizzi ad un certo punto sembrava Rabat ed era bellissima” commenta l’Assessore Michelangelo De Palma. Qui di seguito il racconto della partita e tutte le emozioni vissute in questo pomeriggio che difficilmente i maghrebini dimenticheranno.
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