
Mensa scolastica
Mensa scolastica: indetto un bando di gara dal Comune di Terlizzi
L’affidamento del servizio di refezione scolastica e il suo ruolo decisivo nella società
Il Comune di Terlizzi assicura il servizio di mensa scolastica in favore degli alunni frequentanti sia le scuole statali dell’infanzia sia le classi a tempo pieno delle scuole statali primarie, precisamente: la Scuola Infanzia Statale “G. Rodari”; la Scuola Infanzia Statale “Padre M. Catalano”; la Scuola Infanzia Statale “Sanremo”;
la Scuola Infanzia Statale Viale Pacecco; la Scuola Infanzia Statale “Sarcone 1° (presso Scuola Primaria Don P. Pappagallo); la Scuola Infanzia Statale “M. De Napoli”; alcune classi della Scuola Primaria “Don P. Pappagallo” e alcune classi della Scuola Primaria “Don G. Bosco”.
La mensa scolastica è un servizio molto importante all’interno delle istituzioni scolastiche che consente agli studenti la permanenza presso i plessi scolastici nel caso di svolgimento di attività scolastica a tempo pieno. Negli ultimi anni sta avendo un ruolo fondamentale nella promozione di una sana e corretta alimentazione, fattore indispensabile per la crescita degli alunni.
A tal proposito, il Comune di Terlizzi, ha indetto una gara pubblica a procedura aperta da aggiudicare con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa per l’affidamento sino al 31 dicembre 2025, con possibilità di estensione fino al 2027, del servizio di mensa scolastica in favore degli alunni iscritti presso le 31 sezioni delle scuole precedentemente menzionate.
Tra i criteri di aggiudicazione dell’appalto troviamo: utilizzo di alimenti di origine biologica e di alimenti (anche non di origine biologica) con luogo di produzione ubicato nel territorio comunale. Inoltre sono richiesti filiera corta e Km 0; dove per filiera corta si intende sia la vendita diretta tra produttore primario o associazioni
di produttori primari e centro di preparazione del pasto, sia la vendita tra l’impresa che gestisce la
piattaforma per la distribuzione dei prodotti, purché questa si configuri come unico intermediario con il
produttore primario e centro di preparazione del pasto e purché la piattaforma sia collocata entro il Km 0. Invece per «chilometro zero» si intende una distanza tra terreno coltivato/sito dell’allevamento e centro di cottura, o interno o esterno, di 150 km così come da decreto-legge 18 dicembre 2017 recante «Criteri e requisiti delle mense scolastiche biologiche»). E’ previsto anche l’ utilizzo di mezzi di trasporto dei pasti a ridotto impatto ambientale, qualità del piano di comunicazione menù e disponibilità all’ ideazione e organizzazione di una campagna di sensibilizzazione alimentare attenta agli sprechi alimentari ed ai suoi impatti ambientali, economici e sociali, prevedendo il coinvolgimento dei docenti e delle famiglie. Non mancheranno frequenti e periodiche analisi microbiologiche e chimiche e la creazione di una rete tra Gestore Mensa, Servizi Sociali ed Enti caritatevoli al fine
di recuperare e ridistribuire, in sicurezza, i pasti non consumati a soggetti bisognosi, facendo salvo il rispetto
delle buone prassi in materia di salute e sicurezza alimentare.
E’ dunque necessario sviluppare il servizio di refezione nelle scuole poichè a prescindere dal ruolo di educazione alimentare che ricopre, garantisce una possibilità che non tutti trovano nella famiglia di origine, per difficoltà organizzative, di tempo o spesso economiche, soprattutto nei contesti di maggior disagio: un pasto completo che, proprio per questo, dovrà essere sano, equilibrato e di qualità.
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