Sigrisi risponde a Barione: “Sue considerazioni sono scriteriate”

Il presidente del consiglio comunale Sigrisi
Il presidente del consiglio comunale replica all’esponente di Fratelli D’Italia
La pesante presa di posizione del consigliere comunale Francesco Barione sulla scelta di trattare in seduta segreta la questione relativa alla presunta incompatibilità dell’assessore Michelangelo De Palma ha provocato la reazione del presidente del consiglio comunale Giampaolo Sigrisi.
Di seguito pubblichiamo la replica che porta la sua firma.
“Quando si mescolano le poche conoscenze alla spasmodica voglia di mettere in mostra qualità che, in realtà, non si hanno ne viene fuori una miscela esplosiva per la quale il paziente affetto da queste patologie perde totalmente la misura del rispetto di se stesso, dimenticando ciò che si rappresenta e la funzione sociale della propria rappresentanza.
Il consigliere Barione, infatti, con le sue dichiarazioni, dimostra di non conoscere affatto il regolamento consiliare nonostante siede sugli scranni della massima assise cittadina da ben cinque anni e mezzo.
Mi tocca spiegargli che l’articolo 48 del summenzionato regolamento, in relazione alle sedute segrete, recita:
1. Le sedute sono segrete quando si tratti di questioni riservate o personali o il Consiglio deliberi
espressamente, anche durante una seduta pubblica, di passare a seduta segreta, su proposta scritta e motivata di almeno un capogruppo.
2. Sulla proposta di passare a seduta segreta il Consiglio delibera senza discussione.
3. Su quanto ha formato oggetto di discussione in seduta segreta i presenti sono vincolati al segreto.
4. Durante la seduta segreta restano presenti in aula, oltre ai Consiglieri, il Sindaco ed il Segretario della seduta.
Ecco, l’ultimo punto all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale rientra proprio in queste casistiche.
Fermo restando di essere estremamente convinto che l’organo consiliare non sia tenuto a discutere di temi inerenti la Giunta comunale, credo sia opportuno, in primo luogo, avere premura di tutelare le persone, e, quando si conoscono le “tentazioni derivanti dall’ignoranza” è d’obbligo evitare che un Consiglio Comunale si trasformi in un’arena con “felini famelici a caccia di una preda”.
È molto chiaro, altresì, che il capogruppo di Fratelli d’Italia preferisce il clima de lo scandalismo in coerenza alle proprie radici culturali della compagine di cui fa parte, anziché una discussione istituzionale e nel rispetto del Regolamento.
Al netto di questo, fa specie come questo consigliere di minoranza oggi, ma tra i maggiori complici, nella scorsa amministrazione, della totale mancanza di trasparenza e di un sistema serrato di segretezza degli atti, oggi, improvvisamente, accusa gli avversari di scelte da regime”.
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