L’Unicef chiama, l’Ute di Terlizzi risponde

Un progetto di amore e creatività, per raggiungere fino all’ultimo bambino in difficoltà

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Come da consolidata tradizione, anche quest’anno l’Università della Terza Età “Angela Stragapede” di Terlizzi, sostiene l’azione dell’Unicef nella sua missione di raggiungere fino all’ultimo bambino in difficoltà ovunque si trovi.

Alacre il lavoro di progettazione e realizzazione avviato nel laboratorio di cucito e ricamo dell’Ute da un gruppo di volontarie, le Pigottare, che con tanto amore e generosità hanno confezionato delle bellissime e originali Pigotte, la cui “adozione” consente di contribuire all’acquisto di Kit salvavita per i bimbi bisognosi, così come richiesto quest’anno dall’Unicef.

Infatti, ogni 15 secondi nel mondo un bambino è vittima della malnutrizione e non raggiunge il 5° anno di età. La malnutrizione è un’emergenza silente che agisce in modo sottile: ritardando la crescita, privando l’organismo di vitamine e minerali indispensabili e rendendo i bambini più vulnerabili alle malattie. La loro unica possibilità per crescere sani e forti è un trattamento a base di alimenti terapeutici specifici: una semplice soluzione per salvarli da un destino che sembra segnato.

“La solidarietà tra gli uomini è la nostra più grande risorsa” come scrive Leopardi nella Ginestra: una solidarietà biologica che deve diventare spirituale, una fratellanza tra tutti gli uomini.

Profondo senso di gratitudine, dunque, da parte dell’intera Comunità dell’Ute di Terlizzi alle straordinarie amiche “Pigottare” per la creatività e amore con cui hanno confezionato le bellissime pigotte, tra cui Rosa del Vecchio, Antonia De Sario, Liliana De Nicolo, Lucrezia Di Bisceglia, Maria Montrone, Cecilia Caputi, Maria Urbano, Angela Grieco, Ernesto Santa, Rutigliano Pina e Antonietta De Leo. Un ringraziamento anche a Nina Di Grumo che ha dato un volto alle Pigotte, curandone l’estetica e a Mariella Saldarelli, da anni appassionata promotrice e animatrice dell’iniziativa solidale a cui viene riconosciuto il merito e la dedizione con cui hanno curato l’intero progetto.

“Non è tanto quello che diamo, ma quanto amore mettiamo nel dare” sostiene Madre Teresa di Calcutta nella sua missione tra gli ultimi. Così l’Ute Terlizzi, nel suo piccolo, si pone in ascolto di chi ha bisogno.

 

di Giuseppina Piemontese

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