“Vegliate, una nuova alba vi attende”: la Marcia Diocesana per la pace a Terlizzi

Dopo l’interruzione imposta dall’emergenza Covid-19 si torna a sfilare lungo le vie della città

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Ieri, 29 gennaio, lungo le vie della città di Terlizzi, si è svolta la Marcia Diocesana per la pace, organizzata dalla Consulta Diocesana Aggregazioni Laicali, dopo l’interruzione imposta dall’emergenza Covid-19.

“Nessuno può salvarsi da solo. Ripartire dal Covid per tracciare insieme sentieri di pace”: questo è il monito rivolto da Papa Francesco alle coscienze di tutti gli uomini di buona volontà, che ha guidato i passi di tutti i manifestanti, in occasione della 56.ma giornata mondiale della pace, in continuità con la profezia di pace di don Tonino Bello, di cui ricorre il trentennale della morte.

Hanno partecipato all’evento la comunità diocesana e le comunità civili delle quattro città della diocesi, per testimoniare i valori della Pace, della Nonviolenza, della Democrazia, della Solidarietà e Cooperazione tra popoli e per chiedere la cessazione della guerra in Ucraina e di tutti i conflitti attualmente in corso nel mondo.

Alle ore 18.00, in seguito al raduno nel piazzale antistante la Chiesa di Santa Maria della Stella (Calvario) che ha previsto gli interventi del primo cittadino Michelangelo De Chirico e di Edgardo Bisceglia, Vicedirettore Caritas Diocesana, la comunità intera ha marciato per le vie della città attraversando: viale Roma, Corso Vittorio Emanuele II, Corso Umberto e Piazza don Tonino Bello.

Alle 19.30, invece, l’arrivo in Concattedrale che ha previsto  riflessioni e testimonianze di Don Gianni De Robertis, già direttore nazionale Migrantes e di S.E. Mons. Domenico Cornacchia.

Tra decine di bandiere della pace e intensa commozione, allietati dalle voci melodiose del Coro Jubilaeum e dei Pueri Cantores, diretti dal Maestro Fabio D’Amato, è sembrato di rivivere la presenza significativa, senza tempo, di Don Tonino Bello, il Vescovo col grembiule, mediante dei filmati che riprendevano alcuni dei suoi interventi più forti e decisivi.

«Stiamo vivendo una lunga notte che sembra non finire mai, in cui le speranze si stanno pian piano affievolendo. Tanti muri sono stati creati, tanti conflitti si sono accesi. La tentazione è quella della rassegnazione, ma siamo chiamati a rimanere svegli, ad attendere l’alba» sostiene Don Gianni De Robertis.

“Nessuno si salva da solo”: possiamo scegliere se portare alla luce chi ci sta accanto oppure no. Bisogna battersi fino alla fine, per dare una ragione alla vita stessa, al servizio del bene comune, di chi è indifeso e non ha voce.

«In piedi costruttori di pace!»

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Commenti

  • Annalisa (utente non verificato)

    Tanta gente vuole la pace in Italia ma nessuno spiega loro bene i motivi della guerra. Vivai limita a frasi fatte e ambigue. Cosa intendono davvero per “pace” i giornali come Avvenire o le le tv come TV2000 che esultano a ogni successo militare ucraino? E appoggiano l’invio continui di armi e il sacrificio di decine di migliaia di giovani ucraini nella guerra della NATO contro la Russia.