La Croce di Cutro nella Concattedrale di Terlizzi: “Una strage effetto dell’egoismo umano”

Un’iniziativa promossa dall’equipaggio di terra di ResQ, in collaborazione con il Ser Molfetta e la Cdal

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Nella serata di ieri, 4 Aprile, alle ore 19.30, si è svolta presso la Concattedrale di Terlizzi, a causa del maltempo, la via Crucis cittadina presieduta da S. E. Mons. Domenico Cornacchia, Vescovo della Diocesi di Molfetta. Segno distintivo della serata, la Croce di Cutro fatta realizzare da don Francesco Loprete, sacerdote dell’arcidiocesi di Crotone-Santa Severina, all’indomani del naufragio del barcone avvenuto lo scorso 26 febbraio a poche centinaia di metri dalla riva della spiaggia di Steccato di Cutro, nel Crotonese. In quella tragica occasione morirono 90 persone, con dati ancora in aggiornamento, 36 di essi erano bambini.

La Croce presenta un pezzo di legno in diagonale che vuole ricordare una delle due braccia di Gesù; l’altro braccio non c’è volutamente, perché è simbolicamente teso verso l’umanità in segno di soccorso e di speranza, come il principale gesto dei soccorritori durante un naufragio.

“Questa sera abbiamo pregato dinanzi ai resti di una barca che avrebbe dovuto costituire una culla di vita per tutti quei giovani che, in cerca di una prospettiva futura, hanno affidato i loro sogni e le loro speranze. Nessuno può rimanere indifferente davanti a tale egoismo umano. Il sazio non crede al digiuno” afferma il Vescovo Domenico. La sua voce, volta a riscattare, insieme a quella dei numerosi fedeli presenti nella Chiesa Madre, le vittime del tragico naufragio che, ancora oggi, smuove coscienze e responsabilità.

Una croce, dunque, simbolo di straordinaria potenza comunicativa sia per chi crede nel Crocifisso, sia per la componente laica della società civile che avrà da mettersi di fronte a questo simbolo per riflettere su quanto sta accadendo al nostro mondo.

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Commenti

  • Giuseppe (utente non verificato)

    Egoismo umano di chi ha organizzato il loro “viaggio”, consapevoli delle avverse condizioni del mare. Non certo degli uomini delle FF.AA. che non potevano avventurarsi in un mare tempestoso……..

  • Stefano (utente non verificato)

    Vorrei capire perché la “croce” di Cutro sì e la reliquia di Trani no? Il miracolo no e la cronaca si.