Consiglio, passa la delibera a favore del Borgo di Sovereto. L’opposizione non partecipa al voto

La Redazione
Consiglio comunale

Polemico il centrodestra: «Provvedimento sacrosanto. L’opposizione dimentica le proprie radici»

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Terminata a tarda notte la seduta del consiglio comunale di ieri.

Tra i punti all’ordine del giorno, è stata approvata con nove voti a favore – tutti da parte della maggioranza – la proposta di deliberazione riguardante l’Ordinanza del Tar Puglia sulla variante al Prg per il Borgo di Sovereto.

I consiglieri di opposizione non hanno partecipato al voto, definendo l’intero procedimento disordinato e “anomalo” – parole del consigliere Pd Michele Grassi – e, da ultimo, la proposta presentata ieri dalla giunta “maxiemendata e ulteriormente corredata in aula da allegati “vari””.

OBIETTIVO CONSERVAZIONE. Di ben altro parere è ovviamente la maggioranza, in testa il sindaco, che sorvola sugli aspetti formali e procedurali per soffermarsi sul merito della questione. L’amministrazione ha portato il borgo di Sovereto a tipizzazione urbanistica ‘A’, ovvero centro storico, “con l’obiettivo – afferma Gemmato – di conservazione storico e culturale, oltre che architettonica, che intendiamo conseguire per tramandare alle generazioni future un pezzo di storia terlizzese e della sua comunità, altrimenti a rischio di snaturamento e dispersione”. Secondo il primo cittadino, “lo stravolgimento del tessuto edilizio-urbanistico che l’utilizzo della zonizzazione “B2” consentiva, non è assolutamente consono a quelle che sono le impostazioni e le volontà della Comunità, anche riunitasi in associazioni e nel coordinamento ‘Giù le mani da Sovereto’, di cui questa amministrazione intende rappresentare la voce!”.

La zonizzazione B2, infatti, alla quale il borgo era tipizzato fino a gennaio 2014, quando il Consiglio votò la variante, consentiva la realizzazione di costruzioni di oltre otto metri di altezza. Una situazione che, si legge nell’atto votato, “strideva con la tessitura architettonica in essere, caratterizzata dalla presenza di una serie di unità costruttive a piano terra e primo piano, per lo più dotate di un giardino con la caratteristica vegetazione formata da aranceti e limonaie, tipiche dell’epoca di costruzione”.

La maggioranza inoltre ha auspicato la presenza, tra i soggetti che dovranno farsi promotori della salvaguardia del borgo, anche della Regione Puglia, a cui si chiederà di estendere l’area di tutela all’intera superficie interessata dal borgo, e della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici, perché prenda in esame la fattispecie inerente l’apposizione del vincolo.

“MINORANZA DIMENTICA LE RADICI”. Non è mancata in aula la forte polemica del centrodestra per la mancata partecipazione al voto dei consiglieri di opposizione, che in parte si sono astenuti, in parte erano assenti. 

“Prendiamo atto che non votano il provvedimento i consiglieri Michele Grassi, Marisa Chiapparino, Michelangelo De Chirico, Aldo Sigrisi e Francesco Barile e che sono assenti in aula Vincenzo Di Tria, Gaetano Malerba e Michele Cagnetta – ha commentato il consigliere di maggioranza Nino Allegretti. – Questa fuga massiva di fronte al voto dei provvedimenti importanti per la città, a cui, ahinoi, siamo tristemente abituati, ci lascia, comunque, attoniti visto che, in questo caso, parliamo delle nostre radici e della nostra storia”.

“Nessuno sembra ricordare cosa questo piccolo borgo medievale rappresenti per i cittadini terlizzesi e per la loro più profonda sensibilità”, rileva Pierre Parisi. “Ci sono consiglieri che hanno chiesto più volte la convocazione del Consiglio in serata per permettere la partecipazione ai lavori a chi di mattina è in ufficio, come se gli altri non lavorassero – affonda il colpo il consigliere di maggioranza. – Quando lo facciamo che succede? Stanno nei corridoi piuttosto che partecipare al voto. Assurdo”.

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