Terlizzi celebra la Festa della Repubblica. Il Sindaco De Chirico: “Libertà, Democrazia e Lavoro”

“Festa più importante del 2 Giugno non vi è, dal punto di vista civile”

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Nella serata di ieri, 2 Giugno 2023, in Piazza Cavour, ha avuto luogo la cerimonia in occasione della Festa della Repubblica: giorno in cui si ricorda il referendum che si svolse nel 1946 dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale con il quale il popolo italiano sancì la fine della monarchia e la nascita della Repubblica.

Le celebrazioni hanno avuto inizio con il giro del Complesso Bandistico Giovanile “Città di Terlizzi” per le vie cittadine, mentre alle ore 19.30, dopo essersi riuniti presso il Palazzo di Città, le Autorità civili e militari, le Associazioni combattentistiche e d’arma, le forze politiche e sindacali e le rappresentanze delle scuole cittadine hanno dato inizio al corteo cittadino che si è poi concluso con la deposizione di una corona di alloro al Monumento ai Caduti di tutte le guerre e con l’intervento del Sindaco Michelangelo De Chirico:

«Cosa è successo il 2 Giugno 1946 – cioè 77 anni fa – di tanto importante da suscitare riverberi ancora oggi?
È accaduto che il Paese, uscito dal tunnel del ventennio fascista e dalle macerie di una guerra devastante di portata mondiale, ha deciso di scrivere una nuova pagina della sua storia, scegliendo con referendum popolare di “cambiare tutto” e adottare la Repubblica come forma e sostanza di organizzazione dello Stato, aprendo al diritto di voto delle donne (esercitato per la prima volta proprio in quella circostanza), e avviando di fatto la ricostruzione materiale e morale dell’intero tessuto comunitario.

Un momento di svolta, insomma, di alto valore simbolico, in cui le parole “cambiamento” e “futuro” hanno nettamente prevalso. Tant’è che la scelta operata il 2 Giugno 1946 ha avviato e sostenuto la straordinaria stagione della Costituente, che ha dunque fissato con spirito di lungimiranza i principi fondativi delle istituzioni repubblicane, delineando l’architettura concreta di un nuovo assetto e di una nuova vitalità sociale, basati sulla solidarietà, sull’uguaglianza, sul rispetto della dignità umana, sulla libertà e sulla democrazia: un bouquet di valori altrettanto bello e profumato quanto quello proposto dai migliori fiorai di Terlizzi.

La Repubblica Italiana è fondata su un sistema di valori irrinunciabili e “cari” perché “costosi”, cioè attuabili solo “a caro prezzo”; ma anche perché frutto di un’affezione a figure esemplari e irrinunciabili di testimoni della libertà e della democrazia come don Pietro Pappagallo e il prof. Gioacchino Gesmundo.

Ogni 2 Giugno, come ogni 25 Aprile, non potremo che rivolgere a loro il nostro pensiero riconoscente; e a quanti ne hanno interpretato il sacrificio per delineare i valori fondanti della Repubblica. Ripeto: libertà, democrazia, lavoro, salute, istruzione, cultura e ricerca, pari dignità di genere, inclusione solidaristica, progresso sociale. Insieme a tanto impegno speranzoso nel domani.

Fatte le debite proporzioni è anche il nostro motto e la strada maestra che intendiamo percorrere nel contesto particolare in cui siamo stati chiamati ad operare.

Viva la Repubblica! Viva la nostra comunità! Viva l’Italia libera e democratica!»

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