Il Comitato referendario scuola: «A Terlizzi siamo a quota 1650 firme»
© terlizzilive
Ieri in largo Millico il banchetto per le adesioni ai quattro quesiti proposti dalla rete nazionale. Stasera l'assemblea del comitato cittadino
Marcia a ritmo spedito in Puglia, e segnatamente a Terlizzi, la campagna referendaria contro la legge sulla cosidetta Buona Scuola, voluta e varata da Renzi nel 2015.
Il comitato scuola terlizzese annuncia infatti che, grazie al banchetto allestito ieri mattina in largo Millico, è stata raggiunta quota 1650 firme di adesione ai quattro quesiti referendari proposti dalla rete nazionale, sintetizzati di seguito.
RISORSE ALLE SCUOLE PUBLICHE. Se vince il SI ogni donazione da parte dei cittadini confluisce solo all’interno del sistema d’istruzione nazionale statale, redistribuendo le risorse tra zone ricche e povere e scuole che ne hanno più o meno bisogno. Si eviterà così la creazione di scuole di élites e di scuole-ghetto e il prevedibile sbilanciamento a favore delle scuole private, in modo da garantire il diritto allo studio a tutti.
DOCENTI A CHIAMATA DISCREZIONALE. Se vince il Sì il dirigente scolastico non potrà più, a sua discrezione, scegliere e confermare o mandar via dopo tre anni i docenti. L’assegnazione dei docenti alle scuole avverrà con criteri oggettivi e senza il ricatto della scadenza, eliminando il rischio di gestione clientelare (in Italia…..poi) delle assegnazioni, e di limitazione della libertà d’insegnamento: il preside non potrà condizionare l’autonomia professionale dei docenti
ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO. Se vince il Sì viene abrogato il limite minimo fissato per legge di 400-200 ore in azienda (istituti tecnici e professionali e licei) di alternanza scuola-lavoro. Potranno così decidere le singole scuole quando, dove e come pianificare esperienze professionali coerenti con gli obiettivi del proprio Piano di Offerta Formativa, evitando di perdere ore di lezione anche in assenza di esperienze di lavoro formative, solo per ottemperare a una formalità.
IL MERITO DEI DOCENTI. Se vince il Sì viene abrogato il potere del dirigente scolastico di scegliere i docenti a cui dispensare discrezionalmente il premio salariale per presunto “merito” (con tutti i rischi clientelari che non facciamo fatica a immaginare). Il comitato di valutazione torna composto dai docenti e dal dirigente, non deve più identificare nessun “criterio per la valorizzazione” e si limita a esprimere parere sul periodo di prova dei neo-assunti. Il fondo annuale da 200 milioni si conferma salario accessorio per valorizzare tutti i docenti, precari inclusi, ed è inserito nella contrattazione integrativa nazionale e di scuola.
ASSEMBLEA. Stasera, intanto, è prevista un’altra assemblea del comitato scuola: all’ordine del giorno la discussione sullo stato dell’arte e l’organizzazione dei prossimi “gazebo” di piazza per le firme. “Gli ultimi prima dell’invio a Roma” del bottino, precisano dal comitato. Chi avesse intenzione di firmare è ancora in tempo.
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