Bilancio positivo per il progetto “La logopedista a scuola dell’infanzia”

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L'iniziativa, della durata di otto mesi, è stata dedicata agli utenti di tutti i plessi della scuola dell’infanzia del Secondo Circolo Didattico San Giovanni Bosco
Si è concluso a maggio la seconda edizione di “La Logopedista a Scuola dell’Infanzia”. Il progetto, della durata di otto mesi, è stato indirizzato agli utenti di tutti i plessi della scuola dell’infanzia del Secondo Circolo Didattico San Giovanni Bosco di Terlizzi.
IL DATO STATISTICO. L’iniziativa, finalizzata a individuare precocemente i disturbi specifici del linguaggio, ha inteso fornire una pronta risposta ai dati preoccupanti provenienti da recenti indagini nell’ambito della Asl di Bari, secondo cui circa un bambino su tre di età compresa tra i tre e i cinque anni ha problemi nel parlare. La prevenzione e la rapida determinazione di patologie e problematiche è il primo passo per una più rapida risoluzione, a maggior ragione quando ad essere interessati sono i più piccoli e rispetto a difficoltà nel parlare.
INTERVENTI MIRATI. Già nel settembre scorso la logopedista Mariangela Grieco, d’intesa con il Dirigente Scolastico Giuseppe Monopoli, ha creato una rete con insegnanti delle scuole dell’infanzia e genitori allo scopo di individuare i bambini potenzialmente interessati da difficoltà nel linguaggio. I trenta utenti selezionati sono stati successivamente valutati attraverso interventi individuali della logopedista e per venti di loro è stato attuato un piano di riabilitazione logopedica.
Tutti gli interventi logopedici si sono svolti nell’ambiente scolastico, il che ha tra le altre cose messo a proprio agio i minori e limitato i disagi delle famiglie, favorendo la piena sinergia tra istituzione scolastica, famiglie e specialisti.
I due cicli annuali del progetto – commentano i responsabili del progetto – hanno confermato “quanto sia importante proseguire in tal senso e attuare in modo capillare una metodica che previene e anticipa situazioni che, intercettate in ritardo o sottovalutate possono comportare, in una fase successiva della vita degli utenti, difficoltà nell’acquisizione delle nozioni scolastiche di lettura e scrittura“.
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