Trasferimento Chirurgia, insorgono Fials e centrodestra

La Redazione
Il direttore Asl Bari Vito Montanaro in visita all'ospedale di Corato

Il sindacato dubita del carattere temporaneo del provvedimento e accusa l'Asl. La maggioranza: «L'ospedale non si tocca»

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Si torna a parlare dell’ospedale Sarcone.

I temi degli assetti consiliari e politici sembravano aver messo la sordina alla questione sanità, ma ci ha pensato l’Asl a svegliare i cittadini dal torpore, con l’annuncio della sospesione dei ricoveri nel reparto di Chirurgia generale, trasferito in modo temporaneo in quel di Corato.

E proprio il carattere temporaneo di tale trasferimento non convince la Fials (Federazione italiana autonomie locali e sanità). «In Italia è notorio che nulla è più definitivo delle disposizione temporanee» commenta la sigla sindacale.

«La verità – aggiunge – è che da oltre cinque anni i turni di servizio degli anestesisti dell’ospedale di Terlizzi sono gli stessi e l’unica modifica in termini di organico è quella rappresentata dal trasferimento del primario di Chirurgia dall’ospedale di Terlizzi al Di Venere, che invece dovrebbe essere sostituito. Non ci sembra un valido motivo per trasferire, armi e bagagli, il reparto di Chirurgia Generale di Terlizzi all’ospedale di Corato».

La Fials si scaglia contro quella che vede come una «scelta illogica». «L’attività chirurgica – spiega – si svolge nella stragrande maggioranza dei casi a Terlizzi, visto che a Corato ci sono solo quattro posti letto di Chirurgia. Al limite se ci fossero veramente problemi organizzativi bisognerebbe trasferire i quattro posti letto di Corato all’Ospedale di Terlizzi».

La Fials denuncia «l’assenza di alcuna comunicazione alle organizzazioni sindacali» di un provvedimento che implicherà «la “deportazione” di decine di medici, infermieri e ausiliari e che invece doveva essere oggetto di confronto con i sindacati».

«Né tantomeno – aggiunge – può essere offerto come ristoro alla “piazza” il trasferimento al contrario, da Corato a Terlizzi, della Medicina generale. È noto a tutti infatti che l’attività chirurgica fa capo all’Unità operativa complessa di Chirurgia generale dell’ospedale di Terlizzi e che i quattro posti letto di Corato sono solo un’articolazione tecnica».

Tuona contro la decisione dell’Asl anche il centrodestra, che esprime «la massima contrarietà ad ogni ipotesi di modifica dell’ attuale assetto ospedaliero fino a quando il piano di riordino regionale, anche questo ampiamente bocciato dalla nostra comunità, non sarà ufficiale ed operativo».

«I dati in nostro possesso – dichiara la maggioranza a sostegno del sindaco Gemmato – non giustificano alcuna chiusura, né trasferimenti di unità operative. Anche l’aumento dei posti letto di Medicina ci lascia molti dubbi. In altri ospedali della Asl la situazione é simile se non peggiore. Non si comprende, dunque, quale sia il motivo per iniziare questo smembramento sanitario proprio dal nostro ospedale».

Non tranquillizza neanche la dichiarata provvisorietà del provvedimento. «In molte strutture ci sono reparti e servizi che sono temporanei da 30 anni» esclama il centrodestra.

«Chiediamo al direttore generale – aggiunge la maggioranza – di rivedere quanto prima questa decisione che riteniamo improponibile per i cittadini terlizzesi e lo invitiamo ad utilizzare altri possibili strumenti normativi per risolvere le pur comprensibili problematiche organizzative aziendali. Il nostro ospedale, fino a quando non sarà ben chiara la sua ridefinizione, non si tocca».

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