
Le scarpette rosse nel Borgo di Sovereto
Il femminicidio al centro dell’iniziativa del Comitato “Borgo di Sovereto”
Per tutti coloro che sostengono che le donne non siano capaci di fare squadra, in un periodo in cui è necessaria la valorizzazione delle differenze. Quando sport e vita sociale si uniscono
E’ una violenza dilagante che travolge intere famiglie e accomuna sempre più donne, unite dallo stesso tragico destino. Si tratta di mamme, sorelle, figlie, fidanzate, mogli, donne giovani e meno giovani. Si tratta di storie, di vite spezzate. Nel 2023 sono 74 le donne uccise, 59 in famiglia.
Nella serata di sabato 2 Settembre, presso il borgo di Sovereto, all’interno della splendida cornice di Villa Lamparelli, si è svolto l’incontro a cura del Comitato di quartiere “Borgo di Sovereto” in collaborazione con Asd Terlizzi Sporting Club, dal titolo “Riflessioni sul femminicidio”. Lo sport e la vita sociale uniti da un indissolubile filo rosso: la donna; libera di esprimersi, di correre, di vivere in totale pienezza, a cui troppo spesso vengono tarpate le ali.
Diversi gli ospiti presenti all’evento, tra cui Michele Ficco, Presidente del Comitato di quartiere di Sovereto, l’On. Marcello Gemmato, sottosegretario di Stato al Ministero della Salute, Giampaolo Sigrisi, Presidente del Consiglio Comunale di Terlizzi, Daniela Zappatore, Assessora alla Cultura, Michele Berardi, Assessore ai Lavori Pubblici e all’Urbanistica, Maria Santeramo, Commissario Polizia Locale Terlizzi, Rosangela Mercuri, referente Asd Terlizzi Sporting Club, Benedetta Giurato, Presidente F.I.D.A.P.A Terlizzi e Annamaria De Vanna, Psicologa e il Sottotenente Carmine Guerriero, comandante della tenenza dei Carabinieri di Terlizzi.
Per l’occasione, l’intero Borgo di Sovereto si è colorato di rosso, allestito da alcune scarpe donate in questi giorni: emblema del femminicidio, di una violenza che è ormai divenuta una vera e propria piaga sociale.
Un’iniziativa per contrastare un fenomeno sempre più in crescita, un momento davvero significativo in una situazione di emergenza come quella che stiamo affrontando. Perchè la violenza si combatte ogni giorno, partendo da quelle piccole e insane abitudini che si verificano nella nostra quotidianità. Un inno alla donna, alla sua tenacia, perseveranza, alla sua capacità di essere fragile e completa così com’è.
E a chi dice che le donne non sono capaci di fare squadra, noi rispondiamo che forse è meglio così: in un periodo in cui emerge sempre di più la necessità di lavorare per squadre, da aggregare, scomporre e riaggregare a seconda delle esigenze, la donna valorizza differenze di genere, cultura, comportamento, studi, esperienze professionali e attitudini.
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