
Monumento ai caduti
Terlizzi, oggi si celebra il centenario dall’inaugurazione del Monumento ai caduti
Oggi, 6 Ottobre, alle ore 19.15
Il 25 settembre del 1923 la città di Terlizzi con una manifestazione pubblica inaugurava in piazza Cavour il Monumento ai Caduti in Guerra. A distanza di cento anni da quella fatidica data l’Amministrazione Comunale di Terlizzi – Assessorato alla Cultura, Istruzione, Politiche di Comunità, organizza un momento celebrativo nella medesima piazza, dinanzi al monumento, oggi, 6 ottobre 2023, alle ore 19.15.
L’evento, presentato da Emma Ceglie referente comunicazione della Pro Loco Unpli Terlizzi, si dividerà in più momenti: introduzione musicale a cura dell’Associazione Complesso Bandistico Giovanile M° Cav. Antonio Gisonda; performance teatrale di Corrado la Grasta “Giulio Cozzoli e il soldato ferito”; saluti istituzionali di Daniela Zappatore Assessore alla Cultura e Michelangelo De Chirico Sindaco di Terlizzi e interventi sul tema di Francesco Vino docente di lettere e Michele De Santis storico.
Il monumento fu eretto sull’onda del fenomeno internazionale di erigere monumenti in memoria dei caduti, che si diffuse subito dopo la guerra. Dopo aver inaugurato, nel 1921, un’epigrafe con i nomi dei 328 soldati terlizzesi morti in guerra, apposta sulla Torre delle Clarisse, (nel 2009 a seguito di un intervento di restauro che ha interessato la Torre delle Clarisse la lapide è stata rimossa, divisa in tre parti e collocata alla base del monumento sul prospetto principale) reduci e familiari delle vittime costituirono il “Comitato per il Monumento ai Caduti in Guerra” che si incaricò di reperire i fondi, organizzando apposite manifestazioni di sensibilizzazione per commissionare il monumento. Lo scultore prescelto dal Comitato per la progettazione e la realizzazione dello stesso fu il molfettese Giulio Cozzoli il quale, con una lettera datata 15 maggio 1922, accettava l’incarico.
Il Monumento ai Caduti di Terlizzi crea in chi lo guarda un forte impatto emotivo perché è lontano dai monumenti celebrativi della retorica; il fante non è rappresentato nel momento del trionfo vittorioso bensì in quello triste della morte, mentre, con il residuo delle forze abbraccia la bandiera tricolore emblema dell’ideale di un’Italia unita per il quale il giovane soldato ha dato la vita.
Commenti
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Sulla Prima Guerra Mondiale disse bene il Papa: “Una inutile strage”. Anche perché la “pace” creo’ le condizioni per la Seconda Guerra Mondiale. Con i giovani terlizzesi, perlopiù contadini inesperti di combattimento, mandati a morire all’assalto, come carne da cannone.








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