Terlizzi e Rivello, due comunità gemellate nel segno della Vergine di Sovereto

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Le amministrazioni comunali di Terlizzi e Rivello, auspici le rispettive sezioni Unpli Pro Loco, hanno stretto un gemellaggio per rinsaldare il legame esistente tra le due comunità nel segno della Vergine di Sovereto
Le amministrazioni comunali di Terlizzi e Rivello hanno stretto un gemellaggio per rinsaldare il legame esistente tra le due comunità nel segno della Vergine di Sovereto. L’atto di indirizzo sarà ufficializzato nella massima assise del consiglio comunale prossimamente.
Il 18 luglio scorso, presso la cappella della Madonna del Sovereto di Rivello, i presidenti Unpli Puglia e Basilicata, Rocco Lauciello e Rocco Franciosa, i presidenti Unpli Rivello e Terlizzi Maria Carmela Florenzano e Franco Dello Russo, avevano espresso in un formale documento la volontà di rafforzare i rapporti di conoscenza e amicizia fra le rispettive Pro Loco nel nome di Maria Santissima di Sovereto, simbolo identitario delle nostre radici e della memoria storica.
“Il gemellaggio favorirà proficue relazioni e rinsalderà i sentimenti di fede e attaccamento alla propria terra fra le due comunità. L’impegno profuso in un percorso avviato nei mesi passati – precisa con legittima soddisfazione Franco dello Russo, principale promotore del gemellaggio – è caratterizzato da un interscambio di valori, per suggellare i legami tra le comunità terlizzese e rivellese sotto l’aspetto religioso e turistico”.
Nella due giorni del 8 e 9 agosto la delegazione del comune di Rivello con il sindaco Francesco Altieri, il vicesindaco Giovanni Mazzilli, il presidente della Pro Loco Unpli Rivello Florenzano, nonché la guida abilitata della regione Basilicata Cristina Florenzano, assisterà in forma ufficiale alle celebrazioni della patrona di Terlizzi. Il vescovo Domenico Cornacchia riceverà la delegazione nella chiesa di san Gioacchino al termine del pontificale che si terrà in piazza Cavour.
Di seguito una ricognizione storica delle origini della festività dedicata alla Madonna di Sovereto a Rivello a cura dello studioso di storia locale Vito Bernardi.
Sin dal XV secolo, sotto la denominazione dei sovrani aragonesi, è fatta risalire a Terlizzi la Fiera di San Marco che veniva aperta il 23 di aprile e si chiudeva, dopo otto giorni, con la famosa corsa del ”Pallio”, stendardo fatto di stoffa pregiata sul quale era raffigurato l’emblema del gallo, simbolo della città. Durante la fiera qualsiasi persona, cittadino o forestiero, che veniva a comprare o vendere era esentata da dazi e gabelle. Il 23 di aprile si svolgeva il ritorno della Madonna di Sovereto nel luogo del ritrovamento, affidata” per maggiore custodia” dai Commendatari Giovanniti al Capitolo della chiesa matrice di Sant’Angelo. Un rito processionale dal forte richiamo devozionale e partecipativo, che si inseriva in un contesto fieristico locale. Verso la fine del secondo decennio dell’Ottocento, come la tradizione orale ci riporta, era presente alla fiera di San Marco con la sua mercanzia di vasellame in creta e rame un tale Pasquale Priante di Rivello, un borgo del potentino della zona sud-occidentale della Basilicata, rinomato per le numerose botteghe che lavoravano il rame e il ferro; situato nella Valle del fiume Noce e disteso lungo il crinale dei colli Motta, Serra e Poggio a cui fa da corona una lussureggiante natura.
Il ramaio Priante sarà stato toccato dalla forte devozione dei terlizzesi verso la Vergine di Sovereto, osservando la processione del 23 di aprile che si presentava spettacolare per la numerosa partecipazione del clero, di chierici, di frati Cappuccini e Osservanti ,di confraternite e di ogni ceto, tutti con in mano un cero acceso che si dirigevano lentamente, pregando e cantando, verso il luogo del Sovero. Avrà sicuramente pregato la Madonna nera di aiutarlo, al termine della fiera, a trovare una via di ritorno sicura. Un ritorno che si presentò difficoltoso per un malore improvviso che lo colse. Lungo il tragitto, pensò che la migliore soluzione per un viaggio sicuro era quella di affidarsi a quella Vergine nera venerata a Terlizzi con tanto amore e affetto. Affida a Lei la sua vita in pericolo facendole la promessa di erigere, una volta arrivato al paese sano e salvo, una cappellina in suo onore. Giunto a Rivello in buone condizioni il Priante, per essere fedele al voto fatto, fa costruire una cappella in contrada ”Piano del Pignataro”, una zona ricca di botteghe per la lavorazione di vasellame in creta, che in seguito sarà chiamata “Piano del Sovereto”.
La cappella fatta costruire in origine dal Priante ancora oggi conserva i suoi connotati originali anche se agli inizi degli anni cinquanta del Novecento, grazie alle rimesse degli emigranti rivellesi delle Americhe, sono stati realizzati lavori all’esterno come la costruzione del campanile.
Intanto il culto portato in Rivello dal Priante si diffondeva in tutte le contrade e la chiesetta era diventata nella sua semplicità luogo di diffusione del nuovo culto mariano fatto oggetto di oblazioni ed ex voto. Pertanto, il Priante stabilì i solenni festeggiamenti nella seconda domenica di luglio che dovevano costituire un momento di incontro, di conoscenza, di superamento di antichi dissidi locali e familiari e quindi di vera festa anche per forestieri e pellegrini sotto la celeste protezione della Madonna nera.
Al termine della processione, la Liturgia eucaristica chiude i festeggiamenti. I rivellesi e i pellegrini si riversano nelle contrade per assaporare i gusti della buona gastronomia locale e godere della dolce frescura dei luoghi. Ci piace concludere questo excursus storico devozionale con l’invito che la Chiesa di Rivello ha fatto ai fedeli, ricorrendo il bicentenario della costruzione della Cappella nel Piano del Sovereto (1821-2021) e la festa in onore della Madonna nera, invito che anche noi terlizzesi dobbiamo accogliere per vivere ogni giorno sotto la protezione della Vergine soveretana: “Cari Fedeli, la festa in onore della Madonna del Sovereto, che anche quest’anno vivremo senza manifestazioni esterne a causa della pandemia, assume un valore veramente importante, perché dopo duecento anni da quel lontano 1821,sentiamo forte ancora il richiamo della Beata Vergine del Sovereto ad affidarci a Lei per vivere sotto il suo manto la nostra vita cristiana. Nella ricorrenza del bicentenario della costruzione della Cappella a Lei dedicata, veniamo confermati nella devozione e venerazione nei suoi confronti, da sentirla sempre viva e presente nella nostra vita”.
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