Ancora rifiuti sotto il sovrappasso. Puliamo Terlizzi: «Si crei isola ecologica urbana»

© puliamo terlizzi
L'associazione scrive all'amministrazione per presentare alcune proposte migliorative del servizio porta a porta
Ancora rifiuti sotto il sovrappasso di viale dei Lilium, dopo il caso di sversamento illecito registrato alcuni giorni fa.
Ieri la stradina che attraversa il “sottoponte” risultava di nuovo disseminata di rifiuti, tra cui spiccano le spoglie di alcuni copertoni di grossa dimensione.
Puliamo Terlizzi, autrice di quest’ultima segnalazione, ritiene questo genere di episodi “premeditato e criminale”, nonché compiuto “probabilmente al fine di creare disagio e malcontento in che gestisce la raccolta dei rifiuti a Terlizzi”.
Per questo motivo l’associazione ha scritto all’amministrazione per presentare alcune proposte concepite con lo scopo di contenere il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti nel centro abitato e nelle campagne, che sta assumendo una regolarità allarmante, soprattutto dall’avvento del porta a porta in poi.
Nella nota inviata a mezzo Pec da Pt nella giornata di ieri, 18 maggio, si dice:
“…ritenendo che questi episodi siano la conseguenza di esigenze non contemplate dall’attuale sistema di raccolta dei rifiuti, fermo restando la richiesta di incrementare i controlli sul territorio anche con l’ausilio di foto-trappole,
SI CHIEDE
1) di valutare la possibilità di effettuare l’apertura festiva dell’isola ecologica;
2) in alternativa creare un minicentro di raccolta urbano senza personale ma videosorvegliato (o con accesso consentito solo previa autenticazione) capace, quest’ultimo, di andare incontro sia ad esigenze di orario che di distanza dall’attuale centro di raccolta comunale che di sovraccarico di rifiuti per talune attività.
Riteniamo che scelte di questo tipo siano meno dispendiose di continue bonifiche che distraggono risorse e personale al servizio, con le conseguenze che stiamo già vivendo (strade spazzate con minore frequenza, piazze e giardini più sporchi).
L’ipotetico centro di raccolta urbano, posto in una zona periferica della città, magari diametralmente opposta a quella dell’isola ecologica di Via I. Balbo, raccoglierebbe prevalentemente rifiuti differenziati (carta, plastica, umido e vetro, da valutare anche l’indifferenziato) ma anche ingombranti (frigoriferi, materassi, mobilio, etc…) che poi la ditta trasferirebbe al centro principale attraverso un unico carico, evitando sperpero di risorse per il recupero lungo le strade interne ed esterne alla città”.
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