
“Per non dimenticare”
“Per non dimenticare”: Fidapa e Comune di Terlizzi ricordano Antonio Volpe
Dalla prigionia alla rinascita: la vicenda umana di Antonio Volpe classe 1924
Un contributo di Maria Teresa De Scisciolo
Grande emozione e larga partecipazione per l’evento organizzato dalla Fidapa BPW Italy e dal Comune di Terlizzi – assessorato alla Cultura nel ricordo del Maestro Antonio Volpe. Un evento inserito nell’ambito delle celebrazioni organizzate per il Giorno della Memoria, ricorrenza internazionale istituita per commemorare le vittime dell’Olocausto e fare memoria attraverso il racconto di chi è sopravvissuto.
L’evento “Per non dimenticare… Dalla Prigionia alla rinascita. La vicenda umana di Antonio Volpe classe 1924” non a caso è organizzato presso la Sala consiliare del Comune di Terlizzi, infatti negli spazi adiacenti la Sala è ubicata la mostra permanente allestita con le tele donate dal maestro alla città.
La prof.ssa Lucia Vendola, Presidente della Fidapa Terlizzi, nella sua introduzione si sofferma sulla vicenda umana di Antonio Volpe, collocando geograficamente e storicamente il periodo della prigionia, poi descrive eventi e aneddoti che fanno emergere il carattere buono, mite, mai rancoroso di Volpe, che si pone in difesa delle donne anche quando la guerra rende questo particolarmente difficile. Lucia Vendola accennando alla sua produzione pittorica fa emergere tutta la sensibilità che il Maestro esprime con la sua arte, un modo per tornare alla vita dopo la prigionia e recuperare un po’ di serenità.
Il Sindaco Michelangelo De Chirico dopo aver ringraziato la Fidapa per la lodevole iniziativa, parla del libro, ricorda di aver letto alcune pagine il 27 gennaio 2023 nel Chiostro delle Clarisse alla presenza di ragazzi e ragazze letteralmente rapiti da quelle parole così cariche di significato che descrivono eventi talmente dolorosi da destare incredulità. Poi si sofferma su una pagina del libro che entra nel dettaglio del quadro forse più prezioso dell’intera donazione: ‘La Prigionia’. “Prelevarono me e altri 4 compagni di prigionia e con il Camion ci portarono in montagna a scavare e rompere sassi…quella vita durò ben due mesi dal gennaio al febbraio del 1944 con freddo a 30-35 gradi sottozero che ti tagliava le carni… le guance erano diventate di pietra tanto da impedirci di comunicare tra noi a causa della bufera di neve…noi con una tuta leggera da lavoro, la guardia armata di fucile, indossava un lungo cappotto di pelle. Era l’inferno…”
“Per tutta la vita Antonio Volpe ha nascosto nel cassetto dei ricordi la prigionia, gli faceva troppo male riportare alla luce quei ricordi ed ancor più raccontare, ma ad un certo punto della sua esistenza, quando ha immaginato che gli restavano ancora pochi anni da vivere, ha deciso di raccogliere in un libro le sue memorie, comprendendo che doveva lasciare un monito per le future generazioni” – ha dichiarato il Sindaco Michelangelo De Chirico e ha aggiunto – “Con grande orgoglio in occasione della Festa Patronale 2022 come Amministrazione comunale abbiamo posizionato e scoperto le targhe che indicano l’ubicazione della mostra permanente di Antonio Volpe in queste sale, un evento che mi ha particolarmente emozionato; con la mente il mio pensiero è andato al Maestro seduto fuori la Saletta delle Esposizioni, a pochi passi da questa sede ed immaginavo la sua gioia e gratitudine, ricordando l’uomo straordinario che è stato.”
Il Sindaco ha concluso il suo intervento annunciando che il Comune ha in programma la ristampa del libro e l’organizzazione di un evento celebrativo per il centenario della nascita del maestro che cade il prossimo 19 luglio.
L’onorevole Gero Grassi nel suo intervento ha tracciato un ricordo affettuoso del maestro Volpe, che conosce da moltissimi anni e ammira con occhi pieni di stupore e meraviglia quando, giovanissimo, lo vede dipingere con il suo camice bianco nello “stallone” di Via Mameli. Ricorda al pubblico di aver inaugurato per molti anni la mostra che il maestro allestiva nella Saletta delle Esposizioni di Corso Vittorio Emanuele il giovedì della Festa Maggiore. Parlando del libro traccia un ricordo della serata di presentazione nella Pinacoteca De Napoli, che lo ha visto protagonista essendo l’autore della prefazione della pubblicazione. L’attenzione poi si sposta sulla storia di quegli anni, dapprima volgendo uno sguardo al panorama nazionale, poi soffermandosi su quella locale. Sono anni duri, di fame e miseria con un alto tasso di analfabetismo. E’ un intervento, quello dell’onorevole Grassi, che induce alla riflessione profonda su quanto accaduto e sulle molteplici conquiste fatte negli anni successivi per la pace e la libertà, quella stessa pace che oggi in molte parti del mondo stenta ad arrivare.
Illuminante, chiaro, coinvolgente ed emozionante il contributo della dottoressa Daniela Confetti che traccia per grandi linee la biografia di Antonio Volpe, accennando alla lunga storia della donazione per poi soffermarsi sulla produzione artistica, facendone emergere particolari davvero sorprendenti, suggerendo parallelismi con altri artisti a cui il Maestro si è ispirato, pittori locali ed internazionali, Michele De Napoli in primis a cui si ispira fina da ragazzo frequentando abitualmente la Pinacoteca De Napoli e Vincent Van Gogh tra i grandi del panorama internazionale.
La dottoressa Confetti ha illustrato ai presenti tre tele in particolare: la prigionia, il mandorlo, l’autoritratto. Dalla sua descrizione emerge una conoscenza approfondita della produzione artistica di Antonio Volpe, guida il pubblico in una visione delle tele che va al di là dell’immagine fine a se stessa, illustrandone il significato profondo ed il messaggio trasmesso: l’amore per la natura, la luce oltre il buio, la speranza di tornare alla vita dopo la prigionia ed il desiderio di ispirare, con la donazione dei suoi quadri, nuove generazioni di artisti.
Al termine della serata Lucia Vendola, Presidente della Fidapa, ringraziando tutti i partecipanti ha auspicato altri incontri per conoscere meglio Antonio Volpe e la sua arte.
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