“Il cane di me stesso”: l’incontro poetico online con Pasquale Vitagliano

Interviene il prof. Duilio Caocci

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Dal fare spietato alla salvezza o all’attesa di essa. La scorza precede il frutto, secondo un antico principio ebraico. Questa nuova raccolta di Pasquale Vitagliano segue l’ultima raccolta “Del fare spietato”, allo stesso modo. Ed insieme ad Habeas Corpus completa una trilogia poetica centrata sul corpo quale estrema frontiera di tutela della nostra umanità, quale espressione solitaria di un diritto sempre più precario. Questa scrittura poetica è una forma di resistenza ai formalismi di ogni mito della realtà. Contro chi tende a trasformare i segni in “sistema fattuale”, lo sforzo di questo linguaggio poetico è di ricondurre i segni e i simboli in un “sistema essenziale.” La parola poetica cerca di portare al proprio estremo il legame tra significante e significato, ritornare dal segno al senso, connettere il senso delle parole al senso stesso delle cose. Tenta così di costruire un’architettura, un “film”, di oggetti-pensiero che attraverso un processo autonomo, sospeso e insieme cinematico, di sedimentazione, disvela il corpo interno e nascosto della realtà quotidiana. Le parole poetiche come particelle sospese si accumulano per effetto del campo di forza del testo-realtà che le argina, le piega, le lascia passare ricongiungendole, in una nuova forma, al senso più autentico delle cose.

Giovedì 22 Febbraio, alle ore 21.00, avrà luogo un incontro online a cura di Mauro Liggi, dal titolo “Il cane di me stesso”, con Pasquale Vitagliano e il prof. Duilio Caocci.

Pasquale Vitagliano è nato a Lecce nel 1965, è poeta e critico letterario. Presente nell’Atlante dei poeti italiani contemporanei “Ossigeno nascente”, curato dall’Università di Bologna, è caporedattore della rivista letteraria Menabò, animatore del Litblog Lapoesiaelospirito, e collabora con la Gazzetta del Mezzogiorno. Tra le sue opere ricordiamo, in prosa: “Le voci del pretorio”, David and Matthaus (2017), “Sodoma”, Castelvecchi (2017); in poesia: “Del fare spietato”, Arcipelago Itaca (2019); in veste critica: “Icone e labirinti”, Terra d’ulivi (2020).
Il Prof. Duilio Caocci insegna Letteratura Italiana e Letteratura Sarda presso la Facoltà di Cagliari. Tra il 2009 e il 2011 è stato componente del Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Giuseppe Dessì e dal 2016 è Segretario della Commissione Nazionale per l’opera omnia di Grazia Deledda. E’ inoltre codirettore del Seminario internazionale sull’opera di Andrea Camilleri e dei Quaderni Camilleriani, Ha pubblicato numerosi saggi sulla letteratura Italiana Medioevale e sulla Letteratura Sarda tra Cinque e Novecento.
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