Il Ramadan attraverso gli occhi di Ichraq: «Terlizzi è la mia seconda casa»

«Il valore più importante per me nel Ramadan è quello di sentirmi più vicina a Dio. Questo mondo non è stato creato invano, servono atti di gentilezza».

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Ramadan

«A Terlizzi mi sono sentita accolta sin da subito, per me rappresenta una seconda casa. Non devo fingere di essere qualcuno che non sono, mi sento compresa e rispettata».

Ichraq, 23 anni, è una ragazza dai mille sogni nel cassetto che, circa due anni fa, è giunta a Terlizzi da Khouribga, con un bagaglio fatto di progetti e ambizioni. Legata alle sue radici, ci spiega il Ramadan, il periodo sacro per gli islamici che prende il nome del nono mese dell’anno nel calendario lunare musulmano. Si tratta, secondo la tradizione islamica, del mese in cui Maometto ricevette la rivelazione del Corano “come guida per gli uomini di retta direzione e salvezza“.

«L’11 Marzo ha avuto inizio il Ramadan. Questo mese è davvero importante per la mia famiglia e per tutte le famiglie musulmane, ha radici antiche e rituali specifici. Non rappresenta per me una difficoltà, perché è capace di trasmettere benessere fisico e mentale» ci ha spiegato Ichraq, laureata in diritto privato in Marocco.

Il digiuno inizia all’alba e termina con il tramonto, dove arriva il momento di mangiare, che è quello che viene chiamato “tempo iftar”.

«In questo mese cerchiamo di essere più gentili con il prossimo, soprattutto nei confronti di chi ha più bisogno e cerchiamo di avvicinarci a Dio con l’adorazione e le buone azioni.
Nella giornata facciamo solitamente cinque preghiere, ma nel Ramadan ne facciamo molte di più. Alla fine del Ramadan, fissata per il 10 Aprile, facciamo una festa chiamata Eid al-Fitr, dove tutta la famiglia si riunisce prima per la preghiera dell’Eid, per poi fare colazione a casa di nonna dove sulla tavola ci sono vari dolci, torte e tè marocchino. Indossiamo anche abiti nuovi per questa occasione» continua la giovane donna.

Un aspetto particolare ha a che fare con le donne incinta, chi ha le mestruazioni, i bambini, gli anziani, i malati e chi viaggia molto: essi potrebbero non osservare il Ramadan in base alle loro condizioni, perché più deboli.

Ichraq, il cui nome italiano è Alba, racconta di essersi sentita subito a suo agio a Terlizzi, senza mai avvertire quel senso di estraneità che avrebbe potuto causarle difficoltà nell’esprimere se stessa e le sue passioni: «Sin da subito ho trovato degli amici che mi hanno accolta benissimo, includendomi, facendomi sentire parte integrante del loro gruppo. Per me è bellissimo condividere le nostre tradizioni con chi non giudica ed è curioso: faccio lo stesso con loro, mi piace scoprire cose nuove».

Il Ramadan è digiuno, preghiera, meditazione ed autodisciplina. Quando abbiamo chiesto a Ichraq di definirci con una frase questo periodo così particolare, lei ci ha risposto così: «Il valore più importante per me nel Ramadan è quello di sentirmi più vicina a Dio. Questo mondo non è stato creato invano, servono atti di gentilezza».

 

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Commenti

  • Annalisa (utente non verificato)

    Queste testimonianze ci riconciliano.