Il Primo Maggio a “Pauvicchie”, nel segno di Marietta “la comunista”

La Redazione
marietta la comunista

La Festa dei Lavoratori a Terlizzi è legata a doppio filo alla donna che per decenni ha contribuito a organizzarla, trasformandola in una sorta di liturgia popolare

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Fra due giorni tornerà l’appuntamento con la Festa dei Lavoratori. In città è previsto il consueto corteo organizzato dalla Camera del Lavoro “Di Vittorio”, coordinata da Berardino Pollio, con il tradizionale comizio finale in via Paù, storica roccaforte del Pci terlizzese.

Per l’occasione il Comune ha disposto il divieto di circolazione e di sosta – valido domenica primo maggio dalle 17 e 30 alle 21 e 30 – lungo le seguenti vie: corso Vittorio Emanuele, piazza Cavour, Via Mazzini, Via Flavio Gioia, Via A. Volta, piazza IV Novembre, corso Garibaldi, corso Dante, via Paù.

Terlizzi, come è noto, vanta un Primo Maggio assai peculiare, in quanto legato alla straordinarietà della figura che per decenni ha contributo a organizzarlo, trasformandolo per certi versi in una sorta di festa popolare. 

Marietta Dello Russo, detta “la comunista”, è stata per circa cinquanta anni, fino a che non si è spenta alcuni anni fa, la mattatrice assoluta del Primo Maggio locale, di cui era animatrice entusiasta e instancabile nel quartiere popolare di “Pauvicchie”, sorta di Stalingrado nostrana.

Ogni anno, dalle prime luci dell’alba, il quartiere veniva – e viene ancora – pavesato di rosso e di fiori, e la donna soleva allestire il palchetto con il quadro di Giuseppe Di Vittorio, che venerava come un santo laico. “Quando il corteo scendeva a “Paù vecchie”, quartiere popolare di Terlizzi nel quale si locava la camera del PCI intitolata ad “Enrico Berlinguer” – ricorda Berardino Pollio, coordinatore della Camera del Lavoro Cgil di Terlizzi – lei era lì con i suoi confetti-proiettili pronta a scagliarli con amore verso i suoi miti, il segretario del PCI locale e della camera del lavoro, e con “violenza” verso gli avversari politici».

Insomma un vero e proprio rito popolare, un teatro di cui Marietta era assoluta protagonista, anzi mattatrice, emblema, dell’orgoglio bracciantile. Marietta “era la vestale indiscussa di quel rito intriso di una sua laica religiosità. Il suo quartiere si vestiva di rosso: erano bandiere, erano fiori“. 

Domenica sera questa liturgia popolare si rinnoverà ancora una volta, nel segno di Marietta Dello Russo, detta “la Comunista”.

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