Madonna di Sovereto, è polemica per l’assenza del Gonfalone del Municipio alla processione

icona della madonna di sovereto nella chiesa di santa maria

Alla ripresa dopo la sosta per pioggia presso Santa Maria la Nova nessun politico – eccetto Michele Cagnetta – ha seguito la consuetudine di accompagnare l'Icona fino alla Chiesa della Stella

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Malgrado sia stata funestata da un paio di acquazzoni, la processione dell’Icona della Vergine verso il Santuario di Sovereto è stata portata regolarmente a termine nella giornata di ieri, 23 aprile.

Tuttavia, a causa della pioggia scrosciante, in tarda mattinata il sacro quadretto ha dovuto riparare nella Chiesa di Santa Maria la Nova, da cui è ripartito poi alle 16 alla volta del borgo del Sovero, saltando peraltro la consueta sosta nella vecchia Chiesa di Santa Maria della Stella, dove la Madonna viene spogliata dei suoi “ori” e preparata per la parte più faticosa del cammino.

L’evento è nel suo genere storico, in quanto era da più di un secolo che la Madonna Nera non entrava nella Chiesa del Convento. Ma, come spesso accade a Terlizzi, gli aspetti da valorizzare passano in secondo piano, oscurati da questioni ben più ordinarie e squallide. Alla ripresa delle processione molti cittadini hanno infatti notato – e fatto notare sui social, con punte di indignazione niente male – che nel corteo dei fedeli mancava il Gonfalone istituzionale del Municipio, e con esso gran parte dei consiglieri comunali, che per consuetudine istituzionale accompagnano la Madonna nel tragitto fino alla Stella. 

A rappresentare la massima assise cittadina c’era soltanto Cagnetta di Città Civile, il quale testimonia di aver “percepito che tutti erano turbati da questa insensata assenza”. Condizione che, secondo il compagno di movimento Vitagliano sarebbe “la conferma che questa processione è per molti politici locali sono una passerella. Se non c’è visibilità, come in questo caso, non vale la pena partecipare. Altro che devozione. Propongo che alle processioni i politici non debbano più partecipare, ma questa è solo una mia idea”. 

Tra tutti, è Franco Di Palo a formulare il giudizio più impietoso e tranchant: “Sciatteria, improvvisazione, mancanza di rispetto, ignoranza. La partecipazione in forma ufficiale dell’Amministrazione esprime il sentimento religioso, il forte legame con la Patrona, la continuità nella storia, dell’intera comunità”.

A gettare acqua sul fuoco arriva però a stretto giro di posta la replica bipartisan di Michele Grassi e Mario Ruggiero, i quali si fanno latori di una diversa “lettura” della vicenda, assicurando che l’assenza della classe politica nella seconda parte della giornata non è stato affatto irrituale, anzi ha rispettato il protocollo. “L’amministrazione accompagna la Madonna alla Stella dove viene cambiata – afferma il consigliere di centrodestra. – Stavolta il cambio è avvenuto alla Santa Maria e l’impegno istituzionale si è esaurito in quel momento”. Il ragionamento di Grassi è analogo: “Quando la Madonna è stata portata nella Chiesa di Santa Maria La Nova il tragitto seguito dalle autorità civili e militari è stato ritenuto simbolicamente completato. Come se la chiesa del convento fosse la chiesa della Stella”.

La ricostruzione della vicenda, come si evince, non è affatto semplice e scontata, dato che pone problemi di interpretazione piuttosto sofisticati. Ad ogni modo, in attesa che qualcuno si decida a fornire delucidazioni e chiarimenti sulla versione più corretta del cerimoniale, è difficile non sottoscrivere idealmente il pensiero di un avveduto cittadino, il quale, commentando la notizia su facebook, sposta il fuoco dell’analisi sulla (atavica?) miopia storico-culturale dimostrata dalla classe politica nostrana. Nelle piccole e nelle grandi occasioni.

“Oggi – dice Pietro Guastamacchia – è avvenuto un fatto storico e cioè la presenza della nostra Madonna nella chiesa del convento. Non avveniva da più di un secolo. Nel lontano 1845 nella chiesa del convento furono uccisi anche i fratelli Giacò. Mi dispiace ma il vostro intendere il tragitto simbolicamente completato vi ha fatto perdere un appuntamento importante con la storia…”.

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