Processo strage dei treni, chiesta l’ammissione di 38 testimoni

Il devastante scontro tra treni
Richiesta anche l’ammissione di una relazione del Ministero non ammessa nel processo di primo grado
Si è tenuta ieri, dinanzi alla Corte d’Appello di Bari presieduta dal giudice Antonio Civita, la prima udienza d’Appello del processo sulla strage dei treni avvenuta il 12 luglio 2016 sulla tratta a binario unico Andria – Corato. In quel drammatico incidente morirono 23 persone e altre 51 rimasero ferite.
Nel corso dell’udienza la Procura Generale ha richiesto alla Corte di ascoltare 38 testimoni, tra cui i testimoni della difesa già ascoltati nel primo grado, ufficiali di polizia giudiziaria, funzionari della Regione Puglia e consulenti tecnici di entrambe le parti.
Il Sostituto Procuratore Generale Marcello Catalano ha inoltre richiesto che venisse ammessa la relazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, del 2017, esclusa dal tribunale di Trani ed ha inoltre richiesto una consulenza tecnica d’ufficio per valutare le diverse tesi tecniche emerse nel corso del procedimento di primo grado, con particolare attenzione all’obsolescenza del sistema di interscambio dei treni.
Catalano ha sottolineato durante l’udienza la “gestione rudimentale, basata unicamente sulla comunicazione telefonica”, del sistema di circolazione dei treni sulla tratta, definito “completamente demandato all’uomo” e quindi “fallibile”. Le difese si sono opposte alle richieste dell’accusa. La Corte si esprimerà in merito alle richieste istruttorie nell’udienza del 12 settembre.
Nel processo di primo grado sono stati condannati due lavoratori della Ferrotramviaria, il capostazione Vito Piccarreta e il capotreno Nicola Lorizzo. Gli altri imputati sono stati assolti.
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