Porta a porta, l’Asipu replica alle critiche

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Levata di scudi del direttore generale Mastrorillo: «Finora abbiamo tenuto un profilo basso e abbiamo lavorato molto. Ma ora diciamo basta alle strumentalizzazioni»
«Stiamo leggendo articoli di stampa che, al di là della sovrapposizione di ruoli da parte di chi scrive, riportano notizie non sempre e non totalmente suffragate da elementi oggettivi. L’intento non è certo quello di polemizzare, ma la strategia del silenzio e del profilo basso da noi adottata sembra non rendere ragione della notevole mole di lavoro svolto. Scaldare gli animi formulando proposte avulse dai contesti delle norme regolatrici di settore, francamente ci appare abbastanza insensato».
Salvatore Mastrorillo, direttore generale dell’Asipu, ripercorre le tappe che hanno condotto alla trasformazione del servizio di raccolta dei rifiuti da stradale a domiciliare, ovvero porta a porta.
L’intento del comunicato, spiega il dirigente, «non è quello di fare polemica, bensì di smorzarla. Il nostro è un richiamo al principio della responsabilità condivisa da parte di tutte le forze politiche, associative e istituzionali, e soprattutto all’intera cittadinanza terlizzese, che qui si ringrazia, al fine di evitare che in futuro si evidenzino le stesse problematiche che attualmente stanno scaldando troppi animi in maniera improduttiva. Diciamo un secco no alle strumentalizzazioni».
«Dopo ben 5 incontri pubblici, altri 10 nelle scuole e ancora 3 con specifiche categorie produttive – afferma Mastrorillo -, stento a credere che i cittadini non siano informati o non conoscano le regole del nuovo metodo di raccolta. Con una prospettiva a lungo termine siamo stati felici che le scuole ci abbiano accolto con le porte aperte per trasmettere ai più piccoli, cittadini del futuro, il valore del rispetto dell’ambiente, casa comune di noi tutti (nei prossimi giorni distribuiremo un opuscolo per le classi elementari). E poi ancora cartelloni pubblicitari, locandine, brochure, dizionari, volantini, spot e messaggi radiofonici: mai un piano di comunicazione era stato così ricco e incisivo».
«Abbiamo previsto – continua – la distribuzione itinerante di kit per la differenziata, in modo da non lasciare gli utenti sprovvisti del materiale e renderli in grado di raccogliere correttamente i rifiuti. Ma forse non era abbastanza. Allora abbiamo prolungato di un mese la stessa distribuzione, per garantire una copertura più capillare. Ma forse non era abbastanza. Allora l’abbiamo proseguita presso la sede della Polizia municipale, dove è attualmente in corso, e al Ccr di via Italo Balbo».
Per il dirigente Asipu è «fisiologico registrare qualche criticità derivante da un servizio che deve raggiungere in modo capillare oltre 11.000 utenti conciliandone le diverse esigenze. Il tutto in così poco tempo».
«Pochi i numeri che contano: in 3 mesi – ricorda Mastrorillo – è stato trasformato il servizio di raccolta da stradale a domiciliare, mentre la percentuale di raccolta differenziata è passata dal 25% circa ad oltre il 60%. L’auspicio è che non vengano sollevate questioni di piccolo cabotaggio certamente superabili con gli opportuni adeguamenti organizzativi, a partire dal monitoraggio dei conferimenti, da ulteriori controlli della Polizia Locale e dall’instancabile prosecuzione delle attività di sensibilizzazione».
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