Oltre 50 cinghiali attraversano la statale per Castel del Monte. La Regione approva un piano straordinario

Ieri mattina lungo la statale 170 per Castel del Monte, un branco di cinghiali composto da oltre 50 esemplari ha tagliato la strada a un automobilista. Nella stessa giornata, la Regione ha approvato una delibera che contiene un piano straordinario per la gestione e il contenimento dei cinghiali

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Per molti non sarà una novità. E, in effetti, non lo è. Però, a chi ieri mattina stava transitando lungo la statale 170 per Castel del Monte, avrà di sicuro fatto un certo effetto vedersi tagliare la strada da un branco di cinghiali composto da oltre 50 esemplari.

Gli ungulati hanno deciso di attraversare in prossimità di una curva, quasi a ridosso della collina che da Andria sale verso il maniero federiciano. L’automobilista, che viaggiava a velocità moderata, ha dovuto fermare il veicolo per evitare di investire gli animali. Tra l’altro, poco prima ne aveva incrociato un altro gruppetto meno numeroso.

L’episodio rilancia ancora una volta il pericolo di incidenti stradali derivanti dall’improvviso attraversamento di cinghiali. Animali grandi e grossi difficili da evitare che, in caso di impatto, provocano come minimo numerosi danni, se non qualcosa di ancora peggiore.

Entro il 30 settembre un piano straordinario per la gestione e il contenimento dei cinghiali

Proprio ieri la giunta regionale, su proposta degli assessorati all’agricoltura e all’ambiente, ha approvato una delibera che contiene un piano straordinario per la gestione e il contenimento della fauna selvatica, sub specie cinghiale per valutare e intraprendere azioni finalizzate alla mitigazione degli impatti e dei rischi potenziali causati in particolare dai cinghiali, pericolo per la sicurezza umana, per l’ambiente e la biodiversità.

L’annuncio è stato dato ieri mattina dall’assessore all’agricoltura della Regione Puglia, Donato Pentassuglia, nel corso della manifestazione organizzata dalla Coldiretti a Bari. L’assessore ha sottolineato che «trattasi della definizione di un piano straordinario che accompagnerà il PRIU, il Piano regionale di interventi urgenti relativi alla gestione del cinghiale, di cui la Regione Puglia si è dotata già dal 2022, adeguandolo alle norme nazionali. Abbiamo reso utile ed esigibile questa attività, di concerto con l’Assessorato all’Ambiente per le Aree naturali, le Reti Natura 2000 affinché gli enti di gestione collaborino a pieno e non diventino un appesantimento nella bioregolazione di questa attività».

«Abbiamo recepito una istanza di Coldiretti ed è per noi un riconoscimento – ha commentato a margine l’assessora all’ambiente della Regione Puglia, Serena Triggiani – all’annosa questione della diffusione del cinghiali sui nostri territori, problema per la sicurezza pubblica e per la salute umana, ma anche fonte di danneggiamento delle aree protette. Con questo provvedimento coinvolgiamo direttamente i parchi regionali e nazionali che dovranno farsi carico del problema come prevede la normativa, nella condivisione del principio per cui la gestione del cinghiale deve essere comune. Abbiamo così cercato di andare incontro alle esigenze più volte espresse dal mondo agricolo, contemperandole con la salvaguardia dell’ecosistema e della tenuta dei nostri habitat in relazione alle misure di controllo della specie cinghiali invasiva per i territori pugliesi».

La delibera, nell’ottica della condivisone, prevede inoltre l’istituzione di un tavolo di coordinamento con funzioni consultive e propositive in materia di gestione e contenimento della fauna selvatica, composto dalla Regione, dai rappresentanti delle organizzazioni agricole rappresentative sul territorio regionale, con compiti di disamina del raggiungimento dei target per la mitigazione degli impatti e dei rischi potenziali causati dalla specie Sus scrofa sulle attività antropiche, sull’ambiente e sulla biodiversità, e di ricognizione delle attività poste in atto dagli enti gestori dei parchi nazionali e regionali.

L’assessore all’Agricoltura Pentassuglia, rispetto alle istanze avanzate dal mondo agricolo presente ieri mattina alla manifestazione di Coldiretti sui danni da fauna selvatica, ha espresso massima attenzione sottolineando quanto già attuato dalla Regione: «Abbiamo illustrato l’esito di deliberazioni, determine, atti concreti e catture, nonché dei confronti con il Governo per il commissario ad acta sulla questione cinghiali. Non stiamo sottovalutando nulla».

Coldiretti: «Centinaia gli incidenti stradali in Puglia, 3 morti nel 2023»

La protesta di Coldiretti

In Puglia sono stati 3 i morti nel 2023, ma sono centinaia gli incidenti stradali all’anno causati dai cinghiali con gli automobilisti coinvolti che non denunciano il sinistro sapendo che difficilmente verranno poi rimborsati i danni. È quanto emerge da una stima di Coldiretti Puglia su dati Osservatorio Asaps in occasione della mobilitazione a Bari di migliaia di agricoltori, allevatori, cittadini, esponenti istituzionali, sindaci e consumatori contro l’invasione dei cinghiali e degli animali selvatici ormai arrivati anche dentro le città.

Una vera e propria emergenza che mette a rischio la sicurezza e la salute degli automobilisti per la presenza di animali selvatici e di cinghiali, che possono arrivare a un quintale e mezzo di peso e 150 centimetri di lunghezza. Una paura – evidenzia Coldiretti Puglia – che dilaga dalla collina alla pianura, dalle zone vicino ai bacini fino a quelle sul mare, ma nei piccoli centri di provincia con meno di cinquemila abitanti sale addirittura all’83% dei residenti.

E se su arterie statali, provinciali e comunali non ci sono quasi mai reti di respingimento contro i selvatici, sulle autostrade invece – sottolinea la Coldiretti regionale – si trovano le protezioni ma non sempre sono efficaci visto che ci sono stati anche casi in cui i branchi di cinghiali sono arrivati sulla carreggiata dell’autostrada scavando cunicoli sotto la rete divisoria fra l’asfalto e la campagna circostante.
Ma si tratta – evidenzia la Coldiretti Puglia – solo della punta dell’iceberg perché molti non denunciano scoraggiati dalle lungaggini burocratiche e dalle condizioni poste dalle assicurazioni come ad esempio, oltre alle tracce sulla vettura e sull’asfalto, anche il rinvenimento della carcassa dell’animale con il quale ci si è scontrati.

Il problema – sottolinea la Coldiretti regionale – è che i cinghiali non rimangono sul luogo dell’incidente, visto che l’animale anche ferito si rifugia nella boscaglia o nei prati, oppure succede che lo schianto contro un albero, un cippo chilometrico o lo sbandamento e l’uscita di strada si verificano proprio per evitare l’impatto con l’animale che scappa senza lasciare tracce. All’automobilista, sempre che non debba essere portato in ospedale, non rimane che chiamare il carroattrezzi e rassegnarsi a pagare i danni senza neppure poter denunciare l’accaduto considerata la mancanza di prove.

Non è più solo una questione di risarcimenti ma è diventato un fatto di sicurezza delle persone che va affrontato con decisione. Serve agire in modo concertato tra Ministeri e Regioni, Province e Comuni ed avviare un piano straordinario senza intralci amministrativi. Bisogna rendere ancora più efficaci i piani di contenimento e allargare le maglie di intervento – conclude Coldiretti Puglia – perché in caso contrario la questione è destinata a peggiorare.

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