Processo d’appello per la strage dei treni: saranno riascoltati i testi del primo grado

È quanto stabilito ieri, durante la seconda udienza celebratasi a Bari

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Nel processo di secondo grado per il disastro ferroviario del 12 luglio 2016 sulla tratta tra Andria e Corato, verrà sentita buona parte dei testi già ascoltati nel primo. L’obiettivo è chiarire quanto accaduto in alcune circostanze. È quanto stabilito nella seconda udienza che si è celebrata ieri mattina a Bari. In sostanza sono state ammesse le prove a rinnovazione istruttoria richieste lo scorso giugno dal pubblico ministero. Saranno, poi, sentiti anche tutti i consulenti di parte.

Mutato anche il collegio giudicante: il presidente, Antonio Civita, è sostituito da Roberto Oliveri del Castillo. Lorenzo Gadaleta è relatore, Riccardo Leonetti, giudice a latere.

Già nell’atto di appello la Procura aveva richiesto il rinnovo di alcuni mezzi istruttori. Nella scorsa udienza, oltre a ribadire quanto prodotto nel documento, aveva ulteriormente spiegato la propria posizione. Tra le altre richieste, secondo l’accusa una nuova perizia dimostrerebbe che se fossero state adottate alcune misure di prevenzione prima del 12 luglio 2016 (ad esempio, la riduzione della velocità a 50Km/h applicata dopo il tragico evento), non ci sarebbe stato quell’incidente.

Nella prossima udienza, a ottobre, si comincerà con l’escussione delle prove richieste da parte del pubblico ministero. A seguire, quelle ulteriori dell’accusa e, poi, quelle dei legali degli imputati.

In primo grado, lo scorso anno il Tribunale di Trani condannò il capostazione di Andria Vito Piccarreta (a 6 anni e 6 mesi) e il macchinista del treno partito da Andria e diretto a Corato, Nicola Lorizzo (7 anni), assolvendo 14 altri imputati ed escludendo anche la responsabilità civile di Ferrotramviaria, imputata per illecito amministrativo.

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