Olive, obbligo di registrazione delle consegne ai frantoi anche per gli intermediari

Hanno solo 6 ore di tempo dall’acquisto: lo prescrive il decreto del Ministero dell’Agricoltura che attua l’articolo 9 della legge 206/2023

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Passo avanti per eliminare le opacità che mettono a rischio il settore olivicolo-oleario, con l’introduzione dell’obbligo di registrare le consegne di olive anche per magazzini e intermediari, che hanno solo 6 ore di tempo per adempiere alle nuove regole. Lo prevede il decreto del Ministero dell’Agricoltura 18 settembre 2024 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 26 settembre 2024, n. 226) che dà attuazione all’articolo 9 della legge 206/2023. Questo consente la piena tracciabilità delle operazioni di acquisizione e cessione delle olive, che devono essere registrate da parte degli olivicoltori ai commercianti, dei commercianti ad altri commercianti, dei commercianti ai frantoi.

«Si tratta di una novità normativa fondamentale per la tutela della qualità e dell’origine dell’olio d’oliva italiano», spiega David Granieri, presidente di Unaprol, Consorzio Olivicolo Italiano di Coldiretti, che ha sempre sostenuto la necessità di strumenti efficaci per contrastare le crescenti frodi nel settore, causate anche dalla scarsità di prodotto in alcune annate. «La registrazione obbligatoria delle consegne, entro 6 ore dall’acquisto, nel Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN) rappresenta – aggiunge Granieri – un passo avanti decisivo verso una maggiore trasparenza e tracciabilità della filiera olivicola».

Il presidente Unaprol sottolinea inoltre l’importanza di attivare una cabina di regia per organizzare i controlli sugli operatori obbligati a rispettare le nuove disposizioni del Registro Telematico. Ma è necessaria una filiera di controlli a 360 gradi, considerato che l’olio di Puglia risulta il prodotto agroalimentare più taroccato: nel 2023 anche all’estero, con il 26% di irregolarità riscontrate da controlli mirati sul web e nei Paesi Ue, proprio quanto i consumi delle famiglie di olio extravergine sono in crescita sull’onda del successo della dieta mediterranea, proclamata patrimonio culturale dell’umanità dall’Unesco.

«L’azione di contrasto delle forze dell’ordine è importante in una situazione in cui sono straniere 3 bottiglie su 4 consumate in Italia», denuncia il presidente di Coldiretti Puglia Alfonso Cavallo, nel sottolineare che «le frodi a tavola sono un crimine particolarmente odioso perché mettono a rischio la salute delle persone, si fondano sull’inganno e colpiscono soprattutto quanti dispongono di una ridotta capacità di spesa e sono costretti a rivolgersi ad alimenti a basso costo».

«Il valore dell’olio evo made in Puglia è noto in tutto il mondo, per le sue qualità organolettiche, nutrizionali, funzionali e paesaggistiche, riconosciute anche a livello scientifico, con i consumi di olio extravergine italiano sono cresciuti del 3% a dimostrazione del fatto che i consumatori apprezzano la qualità e il prodotto tracciato made in Italy», aggiunge il direttore regionale Coldiretti, Pietro Piccioni.

 

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