Il Pd discute sul referendum

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Le ragioni del "Sì" nell'incontro promosso giovedì dai democratici
Il Pd ha illustrato giovedì le ragioni del “Sì” al referendum del 17 aprile sulle trivellazioni.
La manifestazione è stata organizzata con i Giovani democratici, la formazione giovanile del partito renziano.
I lavori sono stati aperti dal coordinatore cittadino del Pd, Francesco Barile, seguito dal responsabile dei Gd, Vincenzo Pischetola.
«Domenica diciassette aprile, i cittadini – sottolinea i democratici – sono chiamati per scegliere se vivere in paese basato sul turismo con ambiente salubre o un ambiente inquinato e comandato dai petrolieri».
«La nostra ricchezza non si chiama petrolio, la nostra ricchezza sono: le coste, il turismo, le produzione agroalimentari di qualità, la biodiversità, l’innovazione industriale e l’energia alternativa – aggiungono -. Quindi gli unici a guadagnare sarebbero i petrolieri visto che le royalties che pagano sono le più basse al mondo. Il mare italiano ha riserve per soddisfare il fabbisogno energetico pari a sole sette settimane per il petrolio e soli sei mesi per il gas».
Il segretario Gd metropolitano Terra di Bari, Davide Montanaro, ha evidenziato l’importanza del voto. «L’astensionismo la darebbe vinta ai petrolieri e perche il referendum è l’unico modo che i cittadini hanno per abrogare una legge» sottolineano ancora i “dem” terlizzesi.
All’incontro ha partecipato anche il giurista ambientale Mario Tagliaferro, difensore del comune di Melendugno sulla vicenda del gasdotto. L’evento è stato concluso con l’intervento dell’assessore regionale Giovanni Giannini, sempre presente alla vita politica del circolo del Pd di Terlizzi. «Occorre – conclude il Pd – assicurare alle future generazioni un modello di sfruttamento dell’energia che miri a tutelare l’ambiente e di conseguenza a salvaguardare la salute dei cittadini, sicuramente più preziosa rispetto al guadagno dei petrolieri».
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