La pizzica “No Triv” dei Soballera: «Ai barili di petrolio preferiamo le botti di vino»

La Redazione
i soballera

Il brano contro le trivellazioni sarà interpretato per la prima volta dal gruppo durante il concerto in programma domani a Bari, organizzato dal comitato pugliese per il sì al referendum del 17 aprile

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Si avvicina il 17 aprile, giorno in cui gli italiani si esprimeranno in merito al referendum abrogativo sulle trivellazioni marine a meno di 12 miglia dal litorale.

In Puglia molti partiti, associazioni politiche e culturali si sono già espressi per il sì – che negherebbe alle compagnie petrolifere il diritto di trivellare i fondali fino all’esaurimento naturale dei giacimenti sottomarini, garantendolo soltanto fino alla scadenza dei “titoli” di estrazione.

Alla campagna si sono uniti tanti intellettuali e artisti pugliesi. Tra questi ultimi, anche i Soballera, ensemble di musica popolare formato, tra gli altri, dal terlizzese Giuseppe Volpe, alla fisarmonica. La formazione, che da anni anima festival, manifestazioni e sagre in tutto il sud Italia, ha composto per l’occasione la “Pizzica avvelenata”.

Il brano, scritto in pochissimo tempo, ha un ritmo travolgente, segnato da tamburelli e fisarmonica, e un testo decisamente “no Triv”: “E nnun vulimm’ la trivella, chessà terra è accussì bella…”, fa la nenia referendaria.

La “Pizzica avvelenata” sarà interpretata per la prima volta durante il concerto in programma domani a Bari, organizzato dal comitato pugliese per il sì al referendum del 17 aprile. “Ai barili di petrolio – cantano orgogliosamente i Soballera – preferimm la speranza e bott e vino”.

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