Falò e fuochi d’artificio per la Madonna dell’Annunziata. Foto. Video

© confraternita madonna del rosario
La ricorrenza è una delle espressioni più genuine del radicato culto mariano terlizzese
Terminata, ieri sera, nello spiazzo davanti alla chiesetta “eponima” la Festa dell’Annunziata, una delle espressioni più genuine del radicato culto mariano terlizzese, la cui esistenza pare risalire all’inizio dell’800.
L’anno scorso la piccola cappella, detta della Misericordia, è tornata in uso dopo un restauro lungo ben quattro anni.
A metà strada tra la celebrazione liturgica e la festa di quartiere, la ricorrenza si articola in pochi giorni ed è caratterizzata dall’accensione e dalla benedizione del consueto falò e dalla presenza, a cornice, delle bancarelle di frutta secca e di giocattoli e palloncini.
La Festa dell’Annunziata è alquanto sentita, in particolar modo nel quartiere di via Ruvo, che per qualche ora, fino a sera, si popola di decine di fedeli che partecipano alla cerimonia eucaristica – presieduta dal vescovo – riunendosi attorno al fuoco crepitante, fatto di grossi ceppi su un fondo di breccia bianca.
Una delle curiosità della ricorrenza è la benedizione dei bambini. Secondo la tradizione, il “compare delle nocelle”, un “padrino” o una “madrina”, devono far dono al benedicendo di un “dono ghiotto”, corrispondente a una manciata di frutta secca – noci o arachidi.
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