«Quelle pattumiere sono ingombranti e antiestetiche, non possono essere arredo urbano»

© nicolò vallarelli
Sui social network cittadini in molti criticano i contenitori per la raccolta differenziata forniti dall'Asipu alle utenze commerciali. Tra questi il presidente del consiglio comunale Grassi
A poco più di un mese e mezzo dall’esordio in zona 167, pian piano la differenziata porta a porta sta entrando a pieno regime, estendendosi a macchia d’olio in tutte le aree della città.
Manca ancora all’appello il centro storico, che per le intrinseche caratteristiche morfologiche e architettoniche – tra tutte, le strade striminzite, meno accessibili ai mezzi degli operatori ecologici – rappresenterà senz’altro un indicatore veritiero del livello di efficienza raggiunto dal nuovo sistema di gestione dei rifiuti.
La cui qualità, tuttavia, può e deve migliorare, soprattutto nei dettagli. Almeno secondo il presidente del consiglio comunale Grassi, che non fa mistero di non apprezzare i contenitori forniti dall’Asipu alle attività commerciali, una versione ingrandita dei mastelli distribuiti alle utenze domestiche.
L’opinione di Grassi – reiterata sui social media – è che la presenza quasi immanente dei contenitori colorati, sparsi qua e là per la città ormai, sia sgradevole e inopportuna.
“Togliamo i cassonetti dal paese e mettiamo i bidoni di plastica a colori, anche nel centro storico e nel borgo antico (il salotto della città)? Non può assolutamente funzionare così“, ragiona il politico.
Schierare le pattumiere davanti ai bar, i supermercati e i negozi o lungo i marciapiedi vuol dire effettivamente creare un ingombro alla circolazione pedonale, mentre piazzarle nei pressi dei siti di rilevanza culturale o dei principali monumenti è secondo molti un’operazione moralmente ed esteticamente discutibile: tanto che un cittadino, rilevandone la presenza alle spalle del gruppo scultoreo dedicato ai martiri delle Fosse Ardeatine in Largo La Ginestra, tra il serio e il faceto ha accusato l’amministrazione niente di meno che di revisionismo storico.
Al netto delle battute, è chiaro che la questione sia soprattutto di impronta urbanistica. Possono essere le pattumiere arcobaleno “arredo urbano? Non credo proprio“, opina Grassi. Una soluzione, sia pure parziale, al problema sarebbe quella di studiare collocazioni più consone per i bidoni: è ciò che propone un cittadino su facebook, precisando tuttavia che il compito di suggerire la “piazzola” ideale dovrebbe toccare all’amministrazione stessa, contestualmente alla distribuzione dei kit.
Qualche provvedimento, ad ogni buon conto, dev’essere preso, se non si vuole rischiare l’invasione degli ultra-mastelli.
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