L’icona della Madonna di Sovereto torna tra i fedeli

Il vescovo in preghiera dinanzi all’icona – Foto Facebook Michelangelo De Chirico
Restaurata e ricollocata nella storica macchina processionale
Dopo sei mesi di delicati interventi di restauro, nella serata di ieri, è tornata all’adorazione dei terlizzesi l’icona della Madonna di Sovereto, protettrice della città. La solenne ricollocazione nella storica macchina processionale d’argento, anch’essa restaurata e sottoposta a ricognizione, è stata presieduta dal vescovo della Diocesi, S.E. Mons. Domenico Cornacchia, che ha poi celebrato la Santa Messa.
Un evento che ha visto convergere fede, arte e storia sotto il segno della devozione popolare. L’ultima ricognizione dell’icona risaliva al 1974: dopo oltre cinquant’anni, la sacra immagine è stata nuovamente esaminata e sottoposta a restauro conservativo, questa volta sotto la supervisione del Ministero della Cultura – Soprintendenza archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Bari. I lavori sono avvenuti in coincidenza con l’Anno Giubilare 2025, conferendo ulteriore rilevanza spirituale all’intervento.
L’intervento ha interessato anche la preziosa struttura che la accoglie: la macchina processionale realizzata nel 1716 dall’argentiere napoletano Antonio Torrone, custode da secoli della sacra immagine nei momenti più solenni della tradizione religiosa terlizzese.
Numerosi erano i segni del tempo su entrambi i manufatti: ammaccature, lacerazioni e alterazioni, talvolta frutto di restauri sommari o poco consoni al pregio degli oggetti. Con rigore scientifico e sensibilità artistica, il lavoro è riuscito a restituire piena dignità a due simboli profondamente radicati nella vita spirituale e culturale della città.
Al termine della celebrazione si è svolta una dettagliata illustrazione dei lavori di restauro, coordinata da Francesco Di Palo della Fondazione Museo Diocesano.
A portare i saluti della parrocchia è stato don Roberto De Bartolo, parroco della Concattedrale, affiancato da don Michele Amorosini, direttore dell’Ufficio diocesano per i beni culturali. Sono intervenuti anche i restauratori Giuseppe Tritto e Mariana Cerfeda, per la macchina d’argento, e Valentino De Sario per l’icona, nonché il sindaco Michelangelo De Chirico, a sottolineare l’importanza dell’evento anche dal punto di vista civico e identitario.
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