Il 16 aprile a Terlizzi

Madonna di Sovereto
Un contributo di Olga Chiapperini, studiosa di storia locale e componente staff Cultura della Pro Loco Unpli Terlizzi
Perché ogni 16 aprile ci riuniamo dietro le porte chiuse della nostra Concattedrale in ansiosa attesa che ci vengano aperte?
È indubbiamente un rito antichissimo.
Perché avviene, per tradizione millenaria, proprio il 16 aprile? Solo perché cade sette giorni prima del 23 e consente di pregare nel doveroso settenario ?
O perché, visto che il ritrovamento dell’Icona di Sovereto avvenne tra la fine del secolo XI e l’anno 1.175, si è voluto, per antica tradizione, ricordare quel fatidico giorno del 16 aprile 1.071 in cui Roberto il Guiscardo conquistò Bari e sancì la fine del dominio bizantino in tutta l’Italia Meridionale ?
È solo un’ipotesi ma molto suggestiva. Fatto sta che ci sentiamo ‘invitati’ dalla nostra ‘soave Madonna Bruna’ di Sovereto e corriamo a prostrarci perché Lei ” abita nelle sommità dei cieli e penetra nelle profondità della terra ” ( Eccli. 24,5 ) ed è lì, in un’umile grotta che ‘abitava’.
Il nostro popolo sa bene che:
” Pəd’ arrəvə’ alla Madònn,
a da scènn affónn affónn.”
( Per raggiungere la Madonna/ bisogna scendere in fondo!)
È lì, al buio, a porte chiuse, esce dal Santuario e ci aspetta sull’altare a Lei dedicato.
Noi, rimaniamo fuori, in silenziosa e trepidante attesa di riunirci alla solitaria, umile, affettuosa Madre Celeste. Rinnoviamo ogni 16 aprile alle ore 14 un antichissimo rito, carico di profondo significato simbolico e spirituale.
In quegli interminabili minuti, fuori della Chiesa, prepariamo interiormente e purifichiamo i nostri cuori. Ciascuno riconosce la propria indegnità e, come al tempo degli antichi Patriarchi, fedelmente attende il permesso di entrare nella Casa del Signore per ricevere la Grazia.
È un’attesa carica di speranza perché:
“O Paravə’is iàcchiə la və’iə/
cə prégh Màtrə Marə’iə.”
( Verso il Paradiso trova la via/ chi prega Madre Maria ).
Nessuno può entrare in Paradiso se non passa attraverso l’intercessione di Maria che ne è la porta ( Ianua cieli).
Come la Madonna, da madre, è stata la via di Gesù per venire a noi, così Lei è la via di ognuno di noi per andare a Gesù.
La Madonna non può non amarci, la maternità è già amore, e come ogni madre che ha i figli fuori di casa, ne attende con ansia il ritorno:
“La Madònn ‘n Paravə’is/
nan ə’və rèchiə e pə’scə/
cə ògne fégghiə nan trə’s ! ”
(La Madonna in paradiso/ non si dàpace/ se ogni figlio non rincasa).
Lì fuori, ci sentiamo tutti figli della nostra comune Madre Celeste e questo rafforza il nostro senso di comunità e di profonda spiritualità.
Siamo pronti a scattare quando le porte si aprono e corriamo affannosamente pregando e gridando il nostro intimo dolore e la nostra esterna gioia a prostrarci ai Suoi piedi offrendoLe con i fiori, i palpiti dei nostri cuori.
È il momento in cui un intero popolo, all’unisono, dona tutto se stesso e, con trasporto, si slancia verso la Vergine quasi a non desiderare più questa terra.
( foto di Ilenia Gesmundo – Pro Loco Terlizzi)
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!








Usura ed estorsioni, tre persone in carcere e una ai domiciliari. Sequestrati beni per oltre 700mila euro