Referendum 17 aprile, TerlizziLive incontra il Comitato NoTriv cittadino. La videointervista

comitato no triv

Per capire meglio il significato e l'obiettivo dell'imminente consultazione abbiamo incontrato un rappresentante della neonata rete cittadina per il sì al referendum

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Il 17 aprile gli italiani saranno chiamati alle urne per esprimersi sul questito referendario relativo alle trivellazioni nell’Adriatico.

Da alcune settimane l’attività dei movimenti contrari alle trivellazioni, i NoTriv, si è intensificata in tutto lo stivale, ramificandosi nelle città e nei territori direttamente coinvolti. Uno di questi è senza dubbio la Puglia, con alcune aree e punti particolarmente “sensibili”, come Polignano a Mare e le isole Tremiti.  

Anche a Terlizzi, da pochi giorni, è nato un comitato No Triv, formato da una rete di associazioni cittadine, tra cui Comitato Beni Comuni, Arci Melkweg, Associazione Deeplife, Associazione Puliamo Terlizzi, Associazione Impegno Civico, Associazione Culturale Municipale Balcanica, Guardie Ambientali d’Italia, Collettivo Culturale gli Alchemici e da ultimo alcuni liberi cittadini.

Per capire meglio il significato e l’obiettivo della prossima consultazione, TerlizziLive ha incontrato Nico Andriani, un rappresentante della neonata rete NoTriv cittadina, costituitasi allo scopo di promuovere il sì alle imminenti consultazioni, ma anche per sensibilizzare l’opinione pubblica locale alla cultura dell’energia – e dell’economia – sostenibile. 

Il quesito

La domanda che i cittadini troveranno sul foglio di voto il prossimo 17 aprile sarà la seguente: «Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”?».

Il referendum è di tipo abrogativo: ciò significa che punta a eliminare – con un eventuale “sì” – una norma già esistente, ovvero quella che regola la durata delle concessioni (i “titoli”) per estrarre idrocarburi. Allo stato attuale i permessi di norma sono concessi per la durata di trent’anni; la compagnia concessionaria può tuttavia chiedere una prima proroga di dieci anni e altre due di cinque ciascuna. La legge di stabilità 2016, però, parla di “vita utile” del giacimento: il che garantisce alle compagnie la possibilità pratica di estendere le suddette concessioni per una durata indefinita.

Se vincerà il sì, questa norma sarà cancellata e le piattaforme oggi attive continueranno a lavorare fino alla normale scadenza della concessione, o dell’eventuale proroga già ottenuta: ma oltre questo limite temporale non saranno più concessi prolungamenti e le strutture di estrazione dovranno essere smantellate.

La posizione del Comitato terlizzese per il Sì al Referendum

La risoluzione del Comitato terlizzese – di cui Andriani si fa portavoce – è netta e sostenuta da un ragionamento articolato: «Bisogna votare sì per una triplice questione: ambientale, economica e soprattutto politica. Dovremmo accantonare una volta per tutte alle attuali tecniche di estrazione, che sono distruttive per l’ambiente, ma, cosa più importante, dovremmo dire no alla dipendenza verso il combustibile fossile. Le fonti di energia rinnovabili stanno sostituendo sempre più le vecchie modalità di approvvigionamento e in realtà queste nuove fonti garantirebbero anche molti posti di lavoro, senza eliminare radicalmente quelli attuali». 

La questione alla base di questo referendum, chiarisce tuttavia Nico, «è soprattutto politica. Non si tratta delle lotte interne ad un partito [il Pd di Renzi ed Emiliano, n.d.r.], ma della possibilità di dire attraverso i cittadini al governo di iniziare a pianificare una politica energetica accorta che guardi oltre i combustibili fossili e guardi alle energie rinnovabili e pulite. Ed è una posizione che ha trovato già un forte sostegno da parte di tutte le associazioni che fanno parte del movimento NoTriv, regionale e terlizzese, ma anche da parte dei cittadini – assicura il rappresentante del comitato cittadino, – che domenica scorsa ci hanno mostrato tutto il loro entusiasmo e il loro favore rispetto al sì, quindi noi siamo fiduciosi e guardiamo con fiducia sia al referendum del 17 aprile, sia ai prossimi appuntamenti. Votate sì!».

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