Terlizzi e il culto di San Michele Arcangelo

Foto dall’archivio storico della Pro Loco di Terlizzi
Oggi la conclusione dei festeggiamenti
Dalle prime apparizioni dell’Arcangelo S. Michele nel V secolo d.C. nella caverna naturale di Monte S. Angelo nel Gargano, folte schiere di devoti vi si recavano.
Nei secoli successivi divenne tappa intermedia di quell’ itinerario penitenziale che si svolgeva secondo il trinomio salvifico HOMO (Compostela: tomba di S. Giacomo e Roma: tomba degli apostoli S. Pietro e S. Paolo) ANGELUS ( Gargano, grotta di S. Michele), DEUS (Gerusalemme, sepolcro di Cristo ).
Nel 1038 i terlizzesi dedicarono la loro Chiesa Madre all’Arcangelo S. Michele e da allora gli hanno testimoniato la loro ininterrotta devozione.
Secondo un’antica tradizione popolare la nostra comunità cittadina celebra la Festa del suo Santo Patrono, San Michele Arcangelo, anche l’8 Maggio, in ricordo dei devoti che tornavano dal pellegrinaggio a Monte Sant’Angelo, dove avevano pregato nella Santa Grotta, in cui era apparso l’Arcangelo Michele (foto archivio).
Si raccoglievano tutti dapprima davanti alla antica Cattedrale e, negli ultimi anni, nei pressi della “Chisiòdd” (chiesetta della Natività o di S. Michele, in via Massimo D’Azeglio nei pressi della Villa, risalente al 1869 ) dove, in unione a gruppi di fedeli provenienti dai paesi vicini, proseguivano in pellegrinaggio, cantando e pregando, verso il Santuario del Gargano.
In questo 2025, anno giubilare, i festeggiamenti si concluderanno giovedì 8 maggio alle ore 18:30 con la solenne celebrazione eucaristica nella Chiesa dei SS. Medici presieduta da S.E. REV.MA Mons. Felice Di Molfetta, Vescovo emerito.
Numerose sono le testimonianze nei racconti popolari terlizzesi che vedono S.Michele protagonista di “miracoli”.
Eccovene uno, ancora inedito.
La piuma di San Michele Arcangelo
Il precedente Arciprete Mitrato della Collegiata dell’Angelo di Terlizzi, dopo una vita edificante, si era addormentato nella pace eterna suggerendo il suo nome ai confratelli in Cristo
” Io ? Perché ha designato proprio me a portare una croce così pesante ? ”
Si scusò, protestò e pregò di eleggere qualcuno altro più degno di lui.
Uno dopo l’altro, lo rassicurarono che solo lui era il più sapiente ed il più santo.
Gli consegnarono il foglio di pergamena da firmare per l’accettazione di quell’ importante incarico. Tutto era pronto e non rimaneva che firmare per amore di Dio e della Chiesa.
Con gli occhi bassi, a capo chino, con passi incerti come se reggesse la croce di Cristo sulla spalla, si avviò nell’ufficio arcipretile.
In un angolo c’era il pastorale.
Si prostrò a terra, quasi fosse ai piedi della Croce.
” Sarò capace di proteggere i deboli dai prepotenti ? “
La fiamma della candela ebbe un forte guizzo e riprese ad ardere con più vigore.
Pregò e un po’ più rincuorato si sedette al tavolo per firmare ma, vedendo la mitra, gli sembrò una corona di spine e la punta della piuma si spezzò.
” Ecco, questo è il segno che non sono degno.
La pènn / pòrt pén ! ”
( La penna /porta pena ! )
Aprì la porta per uscire ma tutti gli ecclesiastici si stavano raccogliendo nel coro e gli fecero segno di indossare i parametri arcipretili e di unirsi a loro per ringraziare Dio.
A mani giunte, tornò sui suoi passi e si rivolse alla Vergine:
” Non sono degno ! ” Ripeteva piangendo e battendosi forte il petto.
Mandarono a chiamare l’anziana madre. Bussò alla porta ma non le aprì:
Quasi piangendo lo scongiurava:
” Esci, non chiudere le tue orecchie alla volontà di Dio. Sarebbe un sacrilegio, figlio mio ! ” ” Ho una sola madre che è nei Cieli, il Suo nome è Maria e non ascolterò nessuna altra voce “. In quel momento la finestra si spalancò ed entrò una folata di vento.
Sorpreso e turbato, si accostò al tavolo, prese di nuovo la piuma ma si spezzò in due parti…Pianse. Si rivolse a S.Michele Arcangelo:
” Pur così leggera è più pesante di una spada.
Piúma lèggə / dètt lèggə ! ”
( Piuma leggera / detta legge ! ) Questa è un’arma perché può assolvere e condannare. Io con ogni mia firma cambierò non solo il mio destino ma anche quello delle tante anime cristiane a me affidate. Una piuma così innocente su di una colomba, può diventare colpevole nella mia mano. Sarò mai un buon Arciprete ?”
Una forte folata di vento fece volare il copricapo che indossava e fece entrare una piuma bianca che, volteggiando con un leggero fruscìo, andò a posarsi sulla pergamena da firmare.
Firmò, indossò la mitra, prese il pastorale e raggiunse finalmente il coro dove i confratelli intonarono il “Te Deum” di ringraziamento.
Fu uno dei nostri più amati Arcipreti.
Da allora, in suo ricordo, portiamo le pietre per devozione a S.Michele all’andata in pellegrinaggio a Monte Sant”Angelo e ritorniamo leggeri ( dai peccati ) come le piume a Terlizzi, aggiungendone una in più ogni anno.
( Informatrici : mia nonna paterna Maria Cataldi e la mia prozia materna Carolina de Nicolo, nate a Terlizzi nel 1875 ).
Prof.ssa Olga Chiapperini (studiosa di storia locale e componente staff Cultura Pro Loco UNPLI Terlizzi)
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