La Domenica delle Palme di Don Paolo Malerba in Kenya. Le immagini

© don paolo malerba
Il sacerdote terlizzese, missionario fidei donum a Marsabit, ha partecipato alla messa e alla processione nella località di Dukana, parrocchia fondata appena un anno fa
Anche nelle diocesi cattoliche del Kenya si celebra oggi la Domenica delle Palme.
Il missionario terlizzese don Paolo Malerba ha partecipato stamattina alla funzione a Dukana, località dove appena un anno fa è nata una nuova parrocchia.
“Messa e processione in Dukana, Kenya – ha postato su Facebook stamattina don Paolo. – Dukana è nata l’anno scorso come parrocchia. Una bella realtà. questa parrocchia è portata avanti dai sacerdoti fidei donum tedeschi. Buona festa delle palme a tutti“.
Il sacerdote crede molto nel potere della comunicazione, anche attraverso i social media, tenendo costantemente aggiornata la sua pagina Facebook. Risale a ieri, peraltro, l’annuncio dell’inaugurazione della stazione radio nella Diocesi di Marsabit, dove Malerba è di stanza. Il suo nome è Radio jangwani baraguma ya Faraja, la frequenza – inaccessibile, crediamo, dall’Italia… – è fm 106.3 marsabit.
Nato a Terlizzi l’otto dicembre del 1976, nel 2005 Malerba diventa frate comboniano e intraprende la prima esperienza missionaria a Marsabit, dove è tornato nel settembre dell’anno scorso, dopo aver svolto l’incarico di parroco di Santa Maria di Sovereto.
La contea keniana, situata in una zona semidesertica del nord-est del paese, è popolata da 291.166 keniani diffusi in 78.078 kmq, quasi un quarto dell’Italia. L’80% della sua popolazione è composto da pastori nomadi che praticano un’agricoltura di sussistenza (fagioli, grano, frutta), e che si dedicano essenzialmente all’allevamento di pecore, manzi e cammelli; solo una percentuale minima è impiegata nelle miniere di sale, di gemme e pietre preziose o è dedita alla pesca. I villaggi sono situati in prossimità dei corsi d’acqua.
Il livello di povertà è al 9%, la scarsa disponibilità di acqua, il clima eccessivamente arido, i conflitti continui tre le varie tribù e non ultima l’assenza di precise disposizioni governative, fanno di questa regione una tra le più povere del paese. L’istruzione è limitata alle 128 scuole elementari e alle 19 scuole secondarie. Il rapporto medico-paziente è di 1 a 63.800. Il cattolicesimo è praticato da 25.000 persone, su 12 parrocchie divise in 4 zone e si estende in una pianura tra i 300 e i 1.800 metri sul livello del mare. In un contesto caratterizzato da uno sviluppo molto lento e da continui conflitti tribali, la missione della diocesi è determinante per avviare un approccio di evangelizzazione improntato ad insegnare a vivere una vita di pace e a fornire una formazione olistica basata sulla fede e sulla promozione umana.
La presenza infatti di diverse etnie è un problema reale e serio. La gente si identifica più con la propria tribù che con la fede che professa. È quindi prioritario stabilire un percorso che abbia lo scopo di accogliere i popoli sotto l’egida di una fede comune e suscitare il sentimento di orgoglio e di appartenenza alla grande famiglia cristiana, soprattutto in un momento in cui un’intensa strategia di islamizzazione sta guadagnando terreno nella regione.
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