Xylella, Unapol: «Allarme si estende, servono risposte vere». Cia: «Si sta giocando col fuoco: a rischio Bari, Bat e Nord Puglia»

Bisceglie e Minervino segnano un nuovo fronte di emergenza. Loiodice: «Serve un cambio di passo». Sicolo: «Servono un Commissario Straordinario e nuove risorse per la ricerca scientifica»

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«La Xylella continua ad avanzare e bussa con forza alle porte di territori sinora risparmiati. I nuovi casi riscontrati tra Bisceglie e Minervino Murge rappresentano un segnale drammatico: l’epidemia non si è fermata, e i rischi per il nostro patrimonio olivicolo e per le comunità rurali sono più concreti che mai».

Così Tommaso Loiodice, presidente di Unapol, commenta i dati diffusi dall’Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia, che ha confermato la presenza del batterio Xylella fastidiosa subsp. pauca su quattro ulivi in agro di Bisceglie, in zona Dolmen, a ridosso dell’autostrada A14, e il mantenimento della zona delimitata a Minervino Murge. Un’area, quella della provincia BAT, finora mai raggiunta con questa intensità dalla fitopatia.

«Non è più tempo di rincorrere l’emergenza: serve un cambio di passo. Occorre un piano nazionale straordinario, che abbia visione, risorse e strumenti reali – prosegue Loiodice –. Il danno non è solo agronomico: riguarda la cultura, l’economia e l’identità di interi territori. Chi ha perso i propri ulivi ha perso radici, reddito, futuro».

In primo luogo, l’Unione rinnova l’appello alla nomina immediata di un Commissario straordinario per la gestione dell’emergenza Xylella, dotato di poteri snelli e capacità di intervento tempestivo sul territorio, al fine di evitare sovrapposizioni burocratiche e ritardi operativi che negli anni hanno aggravato la situazione.

In secondo luogo, si evidenzia come le risorse stanziate finora non sono proporzionate alla portata del disastro. Unapol chiede un piano pluriennale di finanziamento per la ricostruzione della filiera olivicola, che includa non solo il risarcimento delle perdite, ma anche incentivi per i reimpianti con cultivar resistenti, sostegno al reddito degli agricoltori colpiti, formazione tecnica e accompagnamento all’innovazione.

Fondamentale sarà il potenziamento dei sistemi di sorveglianza fitosanitaria, anche attraverso tecnologie avanzate e intelligenza artificiale. In questo ambito, Unapol è pronta a mettere a disposizione la propria rete e a consolidare la collaborazione già attiva con l’Università degli Studi di Bari – Uniba, per la costruzione di modelli previsionali, protocolli di intervento territoriale e tracciamento tempestivo dei focolai.

Parallelamente, Loiodice propone l’avvio di campagne strutturate di informazione e sensibilizzazione, rivolte non solo agli operatori del settore, ma anche ai cittadini, affinché si rafforzi la cultura della prevenzione e della segnalazione precoce.

In tale ottica, Unapol rivolge anche un appello alle comunità locali e agli enti pubblici – Comuni, Città metropolitane, Province, ANAS, Ferrovie dello Stato, Acquedotto Pugliese – affinché garantiscano la costante cura e manutenzione delle aree verdi e delle fasce perimetrali di loro competenza, come parchi, cigli stradali, cunette e terreni pubblici, spesso trascurati e potenziale veicolo di diffusione del batterio. Tale attività potrebbe essere svolta in sinergia con il mondo agricolo, anche attraverso strumenti virtuosi di collaborazione economica e sociale, valorizzando il ruolo degli agricoltori come custodi attivi del territorio.

Infine, Unapol auspica la creazione di un tavolo interistituzionale permanente, che coinvolga il Ministero dell’Agricoltura, la Regione Puglia, le autorità fitosanitarie, il mondo scientifico e le rappresentanze agricole, con l’obiettivo di garantire trasparenza, condivisione dei dati e un’azione sinergica a tutela del territorio.

«Non si può restare immobili mentre la malattia avanza. Bisogna salvare ciò che resta e ricostruire ciò che è andato perso – conclude Loiodice –. La Xylella ha già cancellato milioni di ulivi, intere economie locali e pezzi di paesaggio. Oggi siamo ancora in tempo per evitare che il disastro si estenda ulteriormente. Ma serve volontà politica, ascolto e visione. Gli ulivi non sono solo alberi: sono vita, lavoro e memoria».

Anche Gennaro Sicolo, presidente regionale e vicepresidente nazionale di Cia Agricoltori Italiani, esprime tutta la preoccupazione del mondo agricolo per l’ulteriore avanzamento del batterio.

«Con la Xylella si sta giocando col fuoco. Il problema è che il batterio continua a viaggiare e punta deciso verso il Nord della Puglia: se non si riuscirà a fermarlo sarà un disastro. Noi lo diciamo da tempo: il Governo nomini un Commissario straordinario da un lato per accelerare le operazioni di contrasto e stanziare risorse adeguate a una vasta opera di contrasto; dall’altro per finanziare la ricerca scientifica affinché si arrivi finalmente a metodi e procedure che risolvano il problema una volta per tutte».

«L’allarme Xylella per un’eventuale e disastrosa diffusione del batterio in tutta la provincia di Barletta-Andria-Trani è altissimo. Stiamo parlando di una zona, con particolare riferimento al territorio andriese ma non solo, in cui l’olivicoltura è la prima industria a cielo aperto, con numeri importanti per posti di lavoro e reddito delle famiglie legati al settore», aggiunge Sicolo. «E se non si interviene subito con forza, la situazione diventerà potenzialmente fuori controllo anche per l’Area Metropolitana di Bari e la provincia di Foggia».

La preoccupazione di CIA Agricoltori Italiani riguarda soprattutto le difficoltà d’intervento che riguardano cunette, siepi, aree di competenza degli enti territoriali, terreni agricoli abbandonati. «Nella vegetazione spontanea e senza manutenzione di tanti angoli di territorio si può annidare il rischio che il vettore continui a macinare chilometri in direzione nord. Le zone su cui è necessario intervenire con tutte le azioni di contrasto e contenimento prescritte dall’Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia sono molte. Chiediamo che le Amministrazioni comunali pongano estrema attenzione a questa problematica, da un lato ottemperando a quelli che sono i propri doveri rispetto alle buone pratiche da attuare, dall’altro controllando e sanzionando chi, per inerzia o irresponsabilità, non assolve i propri obblighi nel mantenere puliti e in ordine i terreni, manutenerli, operando a seconda dei casi con arature, fresature, erpicature e trinciature».

Il rischio è quello di “fondere” il motore propulsore della storia e della capacità di innovazione dell’olivicoltura italiana, mettendo in pericolo l’esistenza di migliaia di imprese, un patrimonio di immenso valore, anche dal punto di vista identitario, culturale e paesaggistico, per ritardi e insufficienze negli interventi. Occorre agire subito, con determinazione e con le risorse necessarie a fermare l’avanzata del batterio.

«La Regione Puglia – continua Gennaro Sicolo – sta facendo il massimo, ma l’impresa di intervenire su tutto il territorio e porre in essere azioni puntuali ed efficaci nel minor tempo possibile e su un territorio vastissimo è davvero titanica. Per questo siamo convinti della necessità che il Governo nomini un Commissario straordinario che abbia poteri e risorse per porre in essere molto velocemente tutte le azioni di contrasto, contenimento e di rigenerazione. Il livello di rischio purtroppo è aumentato anche a causa dello sviluppo di altre varianti del batterio. Nell’interesse degli agricoltori pugliesi, Regione Puglia e Governo lavorino insieme anche per ottenere dalla Ue la necessaria attenzione e le risorse indispensabili a finanziare la ricerca scientifica per trovare finalmente una soluzione che fermi definitivamente il batterio. Si lavori insieme anche per dare un impulso decisivo al processo di riconversioni e reimpianti per ripristinare in toto il potenziale produttivo delle zone colpite».

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