Dsc, la replica del centrosinistra: «Basta falsità, il documento tutela il commercio locale»

Comune di Terlizzi
Dopo le accuse lanciate da Fratelli d’Italia in merito al Documento Strategico del Commercio (DSC) approvato nei giorni scorsi, la coalizione di centrosinistra di Terlizzi interviene con una dura replica
Dopo le accuse lanciate da Fratelli d’Italia in merito al Documento Strategico del Commercio (DSC) approvato nei giorni scorsi, la coalizione di centrosinistra di Terlizzi interviene con una dura replica. Ecco il comunicato diffuso sui social.
“Tutti i nodi vengono al pettine” e nel commercio di Terlizzi stanno venendo al pettine, eccome. Il Documento Strategico del Commercio (DSC) è stato finalmente approvato. Lo stavamo aspettando dal 2015 (L.R. 24/2015 – Codice del Commercio). Recentemente, Fratelli d’Italia Terlizzi ha diffuso un comunicato stampa e un manifesto sul DSC, lanciando accuse infondate che è nostro dovere chiarire per la cittadinanza.
È falso che il DSC consentirà la realizzazione di supermercati oltre i 2.500 metri quadrati di superficie nel centro abitato. È vero che i consiglieri di opposizione hanno chiesto di rinviare l’approvazione del DSC, ma è anche vero che hanno partecipato a ben otto commissioni consiliari permanenti e non hanno mai proferito mezza parola. Quindi era un puro pretesto per non votare il DSC.
Terlizzi si è dotata del piano del commercio nel lontano 2006. Il Codice del Commercio, giusta L.R. 24/2015, imponeva alle amministrazioni locali l’adeguamento. Ma le amministrazioni Gemmato hanno fatto sempre “orecchie da mercante”, forse perché, ove approvato, il DSC non avrebbe permesso loro di fare scempio del commercio locale: Interspar, Famila, Antonelli (Largo Torino).
La ciliegina sulla torta è l’assurdità del nuovo supermercato LIDL. Correva l’anno 2021 ed eravamo nel secondo mandato di Gemmato. Pervenuta una richiesta di permesso a costruire su un’area tipizzata “G” (parcheggi, ecc.) dal Piano Regolatore Generale (PRG), non vi fu mai risposta. Un formidabile assist per consentire al richiedente un ricorso al TAR Puglia. Qui è iniziata l’avventura della nuova amministrazione De Chirico, l’ennesimo danno da risolvere. Nonostante si fosse riusciti a prevalere con la giustizia amministrativa, in quell’area, purtroppo, potrebbe insediarsi un nuovo supermercato LIDL.
Perché purtroppo potrà insediarsi la LIDL? Perché i richiedenti si sono rivolti al Governo centrale e si sono fatti autorizzare attraverso un istituto chiamato ZES Unica (Zona Economica Speciale), strutturata nel post-Covid per snellire le procedure di sviluppo imprenditoriale al Sud. Questa autorizzazione supera qualsiasi tipo di intervento da parte dei Comuni. E così avremo un altro supermercato all’incrocio di via Chicoli con viale Federico II.
Quindi, dove non sono riusciti i nostri compaesani a fare danni, ci riescono da Roma, dove stanno sempre “loro”, con l’aggravante che i richiedenti il permesso a costruire saranno pure pagati, perché il tipo di autorizzazione della ZES Unica prevede benefit sostanziosi all’ombra dello sviluppo economico. Al danno, la beffa. La verità è chiara: il DSC è la soluzione, non il problema.
Fratelli d’Italia ha la sfacciataggine di accusarci di aver inferto un “colpo basso” al commercio locale approvando il DSC. Ma la realtà è che, se lo avessero fatto loro nel 2015, non avrebbero realizzato Famila, Interspar o Antonelli, almeno per come li vediamo oggi, ma strutture regolamentate dalla legge, che per loro è un optional.
Il DSC allontana le strutture medie di vendita dal centro. Il DSC prevede incentivi economici per il commercio di vicinato. Il DSC introduce, per la prima volta, una vera regolamentazione dopo anni di abusi e anarchia da parte delle precedenti amministrazioni. Bentornato dalla finestra, Gemmato. Fratelli d’Italia, basta fare danni, ne avete lasciati abbastanza.
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