La Spada di San Michele

Olga Chiapperini

Il contributo di Olga Chiapperini, studiosa di storia locale e componente staff Cultura della Pro Loco di Terlizzi

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La spada di San Michele

Oggi 29 settembre si celebra il primo patrono della città di Terlizzi.

Il culto risale alla dominazione normanna e al Conte Amico che fondò la prima “Collegiata dell’Angelo” nell’XI secolo. Le statue di San
Michele sono conservate rispettivamente nella Concattedrale e nella Chiesetta della Natività o di San Michele (1869), sita in via Massimo d’Azeglio (traversa di Viale Roma), nota popolarmente come la chisiodd.

Era stato uno spietato spadaccino al servizio del Conte Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona, il famigerato “Guercio di Puglia” (1600-1665).

Ora, morto il crudele suo padrone, guardava con riconoscenza la sua vecchia e fedele spada, complice delle sue atroci scorribande. Abbandonata in un angolo, era rimasta l’unica compagna della sua vecchiaia e la testimone di quanto sangue macchiava la sua coscienza. Aveva accumulato tanta ricchezza ma la cattiva fama gli aveva allontanato gli affetti e gli amici e lui languiva solo e malato.

Sentiva il suo corpo scendere verso il sepolcro che ormai gli sembrava quasi un sollievo: ” U dəlàur nan də’ur dòpp la səpoltə’ur ” ( Il dolore non dura dopo la sepoltura ).

Ma più che il dolore fisico, lo opprimeva il grave peso dei peccati commessi. Voleva confessarli ma erano tanti, troppi da riassumere in una confessione. Mandò a chiamare l’Arciprete che rimase inorridito dalla gravità e dal compiacimento col quale descriveva le sue malefatte. ” Non sei sinceramente pentito ! ”

Si alzò di scatto e si allontanò verso l’uscita dicendo: ” Nan tutt lə pəcchə’tə sə làvənə cu l’acqua sànt “.
( Non tutte le colpe si espiano con la confessione ).

Aggiunse: “Ho dovuto consolare le tue vittime moribonde, seppellirle, soccorrere le vedove e gli orfani e tu te ne vanti ancora !” Cercò di trattenere l’Arciprete pregandolo di accettare l’offerta del suo denaro ma quello, ancora più scandalizzato, gli urlò: ” Il demonio rivendica tutto quello che ti ha dato ! Il tuo denaro è maledetto ! Non lo sai che: ” Rə càus accìmp ed acciàmp sə nə vàun arrìmp ed arràmp ” ( Le cose mal guadagnate svaniscono facilmente ) ? ”

Uscì ed una zaffata di aria profumata e rigenerante entrò: odore di vin cotto, conserve, marmellate… ” Pə Sant Məchélə, móst, cutt, fə’ich e pérə ” ( A San Michele, mosto, vin cotto, fichi e pere ).

Ma avvertiva un insinuante odore di zolfo, il diavolo si aggirava dalle parti di casa sua. Ricordò: ” U diàvuə aiə’utə ognédə’unə ma mànch nə sàlvə iə’unə ” ( Il diavolo aiuta chi lo onora ma poi se lo porta all’inferno ).

Era settembre, tempo in cui si rendevano i conti al padrone perché terminava il periodo del contratto di affitto. Era arrivato anche per lui ” fare il San Michele “, cioè consegnare tutto ciò che non gli apparteneva… le ricchezze, il corpo, compresa la sua anima. Ricordò l’unico pellegrinaggio a Monte Sant’Angelo, fatto da bambino, lungo una via tortuosa, in mezzo ai dirupi, con gente che, a piedi scalzi, portava massi in testa o corone di spine e si flagellava per espiare le colpe.

Ricordò che recitava, nove giorni prima del 29 settembre, le preghiere per invitare San Michele a venire in soccorso dei peccatori con tutti i suoi nove eserciti angelici. Le forze non gli consentivano di pellegrinare ma poteva pregare e preparare la sua anima all’ultimo incontro ( o scontro ? ) con San Michele il giorno della sua festa, il 29 settembre e… se fosse risultato degno… Pianse, pregò a lungo e il giorno della festa, a capo chino, con fatica, si portò in Chiesa.

Non si sentì più “contro” gli altri ma finalmente in pace “con” tutti, pregò e cantò con loro… Né si accorse che la Chiesa si era svuotata… Si sentì improvvisamente attratto da San Michele, alzò gli occhi verso di Lui… Lo vide sollevare ancora più in alto la spada che lampeggiava di fiamme…

La sentì cadere rovente sul suo corpo che cadde esanime mentre l’anima, leggera, volava in cielo.

Olga Chiapperini
chiapperiniolga@gmail.com

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