Pericolo processionaria, tutto quello che c’è da sapere

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A Terlizzi la presenza dell'insetto è stata attestata soprattutto nelle zone periferiche e di campagna, in particolare presso il Parco Comunale e il borgo di Sovereto
Allarme processionaria. In molti comuni pugliesi è in atto qualcosa di molto simile a un’invasione da parte dell’insetto, noto perché le sue larve marciano una dietro l’altra in fila indiana, come in una processione – di qui il caratteristico nome.
Il lepidottero è particolarmente nocivo per gli alberi, di cui compromette il ciclo vitale, privandoli del fogliame. Nel centro abitato di Terlizzi la sua presenza è stata attestata soprattutto nelle zone periferiche o confinanti con la campagna, in particolare presso il Parco Comunale e il borgo di Sovereto. Ma il pericolo non è da sottovalutare. Soltanto a Bari gli addetti alla manutenzione urbana dall’inizio di gennaio hanno rimosso 1952 nidi.
PELURIA URTICANTE. Il pelo urticante tipico della processionaria nella sua fase larvale se toccato può causare bruciori, fastidi e irritazioni che possono anche culminare in reazioni allergiche e choc anafilattici. I piccoli della processionaria sono lunghi da uno a tre centrimetri e procedono incolonnati per arrestarsi soltanto quando raggiungono il loro nido bianco di seta.
«I peli urticanti della processionaria si separano facilmente dalla larva, che li porta sul dorso, nel corso di un contatto o più semplicemente sotto l’azione del vento – spiegano le Guardi Ambientali d’Italia. – Questi peli si attaccano facilmente ai tessuti (pelle e mucose), provocando una reazione urticante data dal rilascio di istamina (sostanza rilasciata anche in reazioni allergiche)».
Nei casi più gravi può anche verificarsi, come detto, lo choc anafilattico con conseguente pericolo mortale: i relativi sintomi, da non trascurare, sono orticaria, sudorazione, edema in bocca e in gola, difficoltà di respirazione, ipotensione e perdita di coscienza. Più comunemente il contatto con l’insetto provoca, a seconda delle parti del corpo, eruzione cutanea e prurito, congiuntivite e irritazione delle vie respiratorie.
CANI E ALTRI ANIMALI. La peluria dell’insetto può essere tossica anche per gli animali, in specie i cani, a cui può provocare intensa salivazione e infiammazioni della bocca e, in forma meno grave, dell’esofago e dello stomaco. In alcuni casi, specie se sottovalutate, tali reazioni possono aggravarsi in forme patologiche.
«I sintomi da valutare in questo caso sono la perdita di vivacità dell’animale, febbre, rifiuto del cibo, vomito e diarrea e soprattutto quest’ultima può essere anche emorragica», dicono i volontari ambientalisti, i quali informano che il team delle Guardie Ambientali d’Italia sezione di Terlizzi è a disposizione dei terlizzesi per qualsiasi dubbio o richiesta specifica circa il fastidioso lepidottero.
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